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Da ieri sera sul mare di Taranto brilla una luce nuova. Non è solo l’illuminazione del nuovo stadio del nuoto, uno degli impianti simbolo dei Giochi del Mediterraneo: è un riflesso che sembra voler dire qualcosa alla città, un segno che appartiene già alle generazioni che verranno.


Nella foto, la struttura si accende di blu e si specchia nell’acqua come un faro moderno. Le scie dei lampioni disegnano linee dorate sulla superficie del mare, mentre la città sullo sfondo osserva in silenzio, quasi sorpresa da questa presenza luminosa che rompe la notte.
Massimo Ferrarese, commissario dei Giochi, ha accompagnato lo scatto con parole che hanno il sapore di un pensiero serale, quasi romantico:
«Quella luce che da ieri illumina il mare di Taranto non è solo quella di un’opera costruita per i Giochi del Mediterraneo, ma destinata a servire le future generazioni…!»
È un modo di raccontare le opere che ormai contraddistingue Ferrarese: non solo cantieri, non solo scadenze, ma immagini, suggestioni, piccoli frammenti di futuro. Ogni aggiornamento diventa così un racconto, un invito a guardare oltre l’evento sportivo, verso ciò che resterà.
E lo stadio del nuoto, così illuminato, sembra già appartenere a quel domani. Non è soltanto un impianto: è un simbolo di trasformazione, un segno che Taranto può cambiare pelle e immaginarsi diversa. Una luce che non si limita a rischiarare il mare, ma prova a illuminare un’idea di futuro.

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