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Nella giornata del 10 agosto è stata ufficialmente decretata la fine dei lavori allo stadio Renzino Paradiso di Talsano. Un passaggio atteso, che segna la consegna di una struttura profondamente trasformata.

Per l’occasione abbiamo raccolto due voci dell’amministrazione comunale: prima il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, poi il vicesindaco Mattia Giorno. Due prospettive diverse, una visione comune.
Bitetti: “Un patrimonio che resterà alla comunità”

Il sindaco Bitetti inquadra l’opera dentro una strategia più ampia di rigenerazione urbana e sociale: «Questa struttura resterà patrimonio della comunità. È un gioiellino che l’amministrazione mette a disposizione dei cittadini, un segnale concreto del cambiamento a cui facciamo riferimento».
Il collegamento con i Giochi del Mediterraneo è diretto: «Dimostrano che l’interlocuzione seria tra istituzioni funziona. Dal 4 settembre dovremo sviluppare economie e contesti che generino qualità della vita, benessere, sviluppo, occupazione. Taranto deve essere riconosciuta come città centrale nel Mediterraneo».
Bitetti guarda anche al quartiere: «Qui la qualità della vita deve migliorare. È un quartiere nato in maniera scomposta, ma lo stiamo seguendo con attenzione: viabilità, fermate BRT, parcheggi, strutture sportive. È un rilancio necessario».

Giorno: “Una tribuna vera, una gestione già pronta, un’eredità concreta”

Il vicesindaco Mattia Giorno entra nel merito tecnico della trasformazione. La nuova tribuna da circa 500 posti, completa di ascensore, zona stampa e piccolo bar, rappresenta il salto più evidente: «Prima c’era solo una tribunetta laterale. Ora abbiamo una struttura completa, accessibile, con spogliatoi interni e nuovi accessi dedicati a pubblico e squadre».
Le torri faro sono state riqualificate con un nuovo impianto di illuminazione, così come gli ingressi e le aree di servizio. Giorno ricorda che la struttura è già inserita nel primo bando di gestione post-Giochi: «Sono arrivate due offerte. A settembre gli uffici ci diranno chi sarà l’aggiudicatario. Il modello di gestione è già previsto: uno dei due entrerà subito dopo i Giochi».
Il vicesindaco rivendica anche il valore identitario dell’opera: «Questo campo è sempre stato parte della storia di Talsano. Ora diventa un luogo di aggregazione sportiva e sociale, inserito in un piccolo polo che comprende anche il nuovo impianto del gioco legale. Questa è la vera eredità che lasciamo dopo i Giochi del Mediterraneo».
La consegna del Renzino Paradiso non è solo la fine di un cantiere, ma l’inizio di una responsabilità. L’impianto è pronto, funzionante, completo. Dal 4 settembre, però, la sfida sarà farlo vivere: garantire una gestione solida, una fruizione costante, una presenza reale nel quartiere.
Perché un’opera pubblica diventa davvero patrimonio solo quando la comunità la abita.

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