CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Massimo Ferrarese torna a raccontare le opere dei Giochi del Mediterraneo in una giornata che ha il sapore delle svolte.
Le foto arrivate nelle ultime ore parlano da sole: lo Stadio Iacovone, illuminato dal tramonto, sembra uno dei più belli orologi d’acciaio al mondo; il PalaRicciardi, con le sue curve pulite, ricorda una sneaker iconica o persino il grande Magic Mouse. Due impianti sportivi che non sembrano soltanto strutture, ma oggetti di design appoggiati sulla città, come se Taranto avesse deciso di vestirsi di futuro.
Ferrarese osserva, commenta, sorride: «Non volevamo soltanto costruire impianti, ma creare icone. E oggi Taranto comincia a vederle davvero».
E mentre lo Iacovone si rifaceva il look, è arrivata un’altra notizia attesa: sono stati completati i tre parcheggi per 1.250 posti auto, tassello fondamentale per la funzionalità dell’intero polo sportivo.
Il Commissario lo ripete da mesi: ogni opera deve essere bella, riconoscibile, identitaria. Non un semplice edificio, ma un simbolo. E la città, guardando quelle forme nuove che emergono tra i palazzi, sembra accorgersene. Lo stadio e il palazzetto non sono più “cantieri”, ma presenze, quasi due sculture contemporanee che dialogano con il cielo, con la luce, con la vita quotidiana.
C’è qualcosa di profondamente affascinante in questa fase dei lavori: Taranto sta assistendo alla nascita di luoghi che non si limitano a ospitare sport, ma che cambiano la percezione stessa della città. È come se, all’improvviso, l’orizzonte urbano avesse deciso di alzare l’asticella, di mostrarsi più ambizioso, più elegante, più internazionale.
E questo, al di là dei cantieri, è un messaggio potente: quando un territorio vede bellezza, comincia a pretendere bellezza anche da sé stesso.
Ogni giorno diventa una giornata importante per Taranto. Non solo per ciò che è stato completato, ma per ciò che si intravede: una città che non si accontenta più, una città che vuole icone, e che finalmente le sta ottenendo.
Per il post evento se ne parlerà in futuro. L’importante è che chi opera oggi non si dimentichi della città dei due mari e dei suoi cittadini, soprattutto i giovani.