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Taranto è pronta: c’è un ritmo nuovo, quasi impercettibile all’inizio, come un battito che cresce minuto dopo minuto.

È il respiro dei Giochi che arrivano dal mare, dalle navi che non si avvicinano più: sono già lì, ormeggiate alla Base Navale di Chiapparo, immobili e maestose come due città galleggianti. Aroya, gigante bianco da 1.678 cabine, domina il molo con la sua presenza imponente; Romantika, più raccolta ma vibrante, completa il quadro. Insieme hanno già dato vita al Villaggio Mediterraneo, un quartiere temporaneo sospeso sull’acqua, che brulica di voci, passi, colori. Da oggi, 17 agosto, sono iniziati gli arrivi: le delegazioni scendono dalle passerelle con le tute colorate, i bagagli tecnici, gli sguardi concentrati. I primi sono quelli della pallavolo, poi via via tutti gli altri, fino al grande flusso tra il 18 e il 20. Taranto li accoglie come un porto antico che ritrova la sua vocazione: essere crocevia di popoli, lingue, storie. Sono quasi quattromila gli atleti, 33 discipline, 286 gare, 2.500 medaglie da assegnare. Tra loro anche i quattro rappresentanti di Athletica Vaticana, una presenza simbolica che racconta quanto questi Giochi siano più di una competizione: sono un ponte. Le gare iniziano prima della cerimonia inaugurale. Il 20 agosto le Nazionali italiane di pallavolo scendono in campo contro Bosnia e Portogallo, aprendo ufficialmente la corsa alle medaglie. Le prime arriveranno il 22 agosto, tra taekwondo, scherma, ciclismo e nuoto. E qui l’attesa si fa palpabile: Taranto aspetta Benedetta Pilato, la sua campionessa, pronta a tuffarsi nei 100 rana dopo le medaglie conquistate a Parigi. Il 24 agosto il ciclismo attraverserà la città come un lampo: Tommaso Dati, Elena Cecchini, Rachele Barbieri, Martina Fidanza. Poi, giorno dopo giorno, arriveranno i grandi nomi: Gianmarco Tamberi il primo settembre, Filippo Tortu nei 200 e nella 4x100, Irma Testa sul ring, il debutto storico del padel. Gli impianti pugliesi si accendono uno dopo l’altro: Taranto, Brindisi, Lecce. Il 30 agosto lo Iacovone diventerà teatro della finale del calcio maschile, mentre l’ultima medaglia dei Giochi sarà assegnata il 3 settembre, nella finale di pallanuoto che precederà la cerimonia di chiusura. E così la città vive questo agosto come un conto alla rovescia collettivo: le strade si riempiono, il mare riflette le luci delle navi già in porto, gli impianti brillano di un’energia nuova. Taranto non è solo pronta. Taranto è già dentro i Giochi.

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