CRONACHE TARANTINE
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Mancano quattro giorni e la città vive un fermento che si percepisce ovunque: nei cantieri che chiudono gli ultimi dettagli, nei volontari che si radunano agli ingressi, nei bar che commentano ogni novità come fosse un gol decisivo.
Con l’arrivo della seconda nave, il villaggio degli atleti è finalmente completo. È un’immagine che racconta la svolta: le delegazioni stanno arrivando una dopo l’altra, trasformando il porto in un mosaico di lingue e bandiere.
Nel suo ultimo report, Massimo Ferrarese ha confermato un altro tassello fondamentale: i due maxi schermi dello Iacovone sono pronti. Lo stadio si sta vestendo a festa per una cerimonia inaugurale già sold out, così come le gare più attese. Eppure, nonostante il tutto esaurito, la città continua a cercare biglietti. Una caccia frenetica, quasi ostinata, che racconta meglio di qualsiasi slogan quanto Taranto voglia esserci, partecipare, vivere ogni istante di questi Giochi.
La risposta del pubblico supera le previsioni. C’è chi chiede un biglietto all’ultimo minuto, chi spera in una disponibilità improvvisa, chi si accontenterebbe anche solo di entrare per respirare l’atmosfera. È un entusiasmo che non si vedeva da anni e che sta diventando la vera cifra di questa edizione.
Intorno, tutto corre. Le navi che attraccano, gli impianti che si completano, lo Iacovone che si illumina, le delegazioni che passeggiano sul lungomare, i volontari che si preparano, le strutture che aprono. Ogni tassello alimenta un conto alla rovescia che non è più solo organizzativo: è emotivo, collettivo, identitario.
Taranto non è spettatrice: è protagonista. Sta vivendo un momento che va oltre lo sport, un’occasione per misurarsi, raccontarsi, mostrarsi. E a quattro giorni dalla cerimonia, la fotografia più potente è proprio questa: una città che non vuole restare fuori da nulla, che corre, che chiede, che partecipa. Una città che ha deciso di abbracciare i Giochi del Mediterraneo con una passione che sorprende e che, forse, segnerà un prima e un dopo.