CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Gare con la luce del giorno, gare con la luce artificiale dei riflettori. In mezzo un tramonto tipicamente tarantino che ci rende davanti ad esso tutti imperfetti.
Lo stadio Giuseppe Valente è accogliente e raggruppa emozioni di ogni tipo. E’ il giorno di Gianmarco Tamberi. Campione olimpico, campione mondiale, quattro volte campione europeo, l’ultima perla continentale a Birmingham qualche settimana fa con 2.32. A 34 anni la voglia di competere non si placa, c’è un’altra medaglia da appuntarsi anche se non è prestigiosa come le precedenti. Il saltatore in alto marchigiano, insieme a Benny Pilato, è l’attrazione di questi Giochi del Mediterraneo. Niente barba a metà questa volta, alla presentazione dei concorrenti i decibel si sprecano solo evocando il suo nome. Lui sorride e ricambia il mare di entusiasmo riversato per l’occasione. Tamberi supera la prova di ingresso di 2.15, tanto per prendere confidenza con la pedana. Un salto in scioltezza, senza apparente sforzo. I 2.19 sono la misura che rompe gli equilibri: la lista dei partecipanti si screma. Restano Tamberi e il greco Antonios Merlos che, invece, i 2.19 ha deciso di superarli. La medaglia c’è già. Si passa ai 2.25. Il greco Merlos fallisce anche nettamente il primo tentativo. Tamberi va in pedana, studia la sua routine, l’accelerazione e il volo inconfondibile per un 2.25 superato alla prima occasione. E’ praticamente il salto che gli vale la medaglia d’oro. Tamberi è uomo di cuore e di spettacolo, cerca subito il contatto con il pubblico. Braccio alzato, dito puntato in alto e poi braccia da far roteare, il pubblico del “Valente” ricambia. Merlos si gioca il tutto per tutto: va direttamente ai 2.29 ma ha solo due tentativi in faretra. E’ come scalare una montagna, sopra c’è un’asticella che viene abbattuta due volte in modo ineluttabile. Un limite insuperabile. Vince Tamberi, ma il “Gimbo” nazionale è uomo non banale. E vuole tentare il colpo di scena. Chiede di piazzare l’asticella a 2.35. Un modo per regalare qualche brivido in più alla gente del “Valente”. Sulle note di “Simply the best” si prepara il primo tentativo. Il pantaloncino da stringere al punto giusto e Tamberi si concentra tra un silenzio irreale. Ma Tamberi vuole il battimani e scandisce il ritmo da tenere. Sembra librarsi abbastanza, ma non è sufficiente. Un paio di minuti e si riprova. Stesso stacco, ma la conseguenza è la stessa. Tamberi prova a caricarsi, i 2.35 sono misura di livello mondiale. “We will rock you” è la colonna sonora giusta per ridare carica all’ambiente. Tamberi chiede un ultimo supporto. E’ il salto tecnicamente migliore, ma la misura non viene superata. Gli applausi sono doverosi. La sua presenza a Taranto è stata simbolica e sinceramente un premio speciale, anche un modo per illuminare questa edizione dei Giochi del Mediterraneo. La stagione, però, non finisce qui. C’è la tappa di Diamond League a Bruxelles tra qualche giorno.
Le medaglie d’oro nella terza giornata dedicata all’atletica leggera si sprecano. Nick Ponzio con un terzo lancio da 21.21 sbaraglia il campo nel getto del peso fiaccando le velleità del francese Mailagi (20.21) e dell’egiziano Khalifa (20.21 ma con un secondo lancio inferiore al francese). Bella affermazione per la triplista Erika Saraceni che ottiene il primo posto grazie ad un primo salto di 14.21. Vittoria di un certo rilievo tecnico per la 21enne azzurra, perché al secondo posto c’è la serba Ivana Spanovic, specialista in verità del lungo con cui ha conquistato allori europei e mondiali. Argento e bronzo a tinte azzurre. Nei 400 metri altre medaglie. Tra le donne Alessandra Bonora (51.41) e Alice Mangione (51.49) si piazzano dietro la marocchina Lehali (51.26). Bronzo per Lorenzo Benati nei 400 uomini: l’azzurro (45.32) si posiziona alle spalle del francese Mileau (45.16) e del portoghese Marques El Khatib (44.92). Delusione parziale per Filippo Tortu, non al meglio della condizione fisica, che con 20.86 arriva quarto nella sua batteria, ma riesce ugualmente a qualificarsi per la finale dei 200 metri con il settimo tempo complessivo.