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Foto Studio R. Ingenito

«Il riesame dell’Aia è una autorizzazione in bianco, è una sorta di condanna per la città ad ammalarsi, è un qualcosa di inaccettabile e di irricevibile che fa ripiombare lo stabilimento siderurgico ai tempi della gestione della famiglia Riva e il governo Meloni si sta assumendo una responsabilità enorme».


Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce nazionale di Europa Verde, non usa mezzi termini e spara ad alzo zero contro un provvedimento che, in pratica, «ci dice che nei prossimi 12 anni si continuerà a bruciare carbone non applicando, in pratica, le direttive europee sulle emissioni industriali».
L’occasione è data dalla presenza del parlamentare a Taranto in occasione della presentazione dei candidati di Alleanza Verdi e Sinistra a sostegno di Piero Bitetti, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra di cui Avs fa parte (presentazione che si terrà nella serata del 5 maggio). Ma prima della presentazione della lista c’è stato un antipasto in mattinata per parlare del riesame dell’Aia ma, anche, dei fondi del Just transition fund e del tavolo istituzionale del Cis. Con lui c’erano, nella sede di via Principe Amedeo, l’ex europarlamentare Rosa D’Amato e i candidati al Consiglio comunale, Fulvia Gravame e Antonio Lenti, oltre al candidato sindaco Piero Bitetti.
«Abbiamo potuto prendere visione della bozza del Parere istruttorio conclusivo (Pic, ndc) – è l’esordio di Rosa D’Amato – e ciò che abbiamo letto è sconcertante. Leggiamo – ha aggiunto – di previsioni di riavvio di Afo5 nel 2028, di adeguamenti nella granulazione di loppa e sgrondo dei carri siluro nel 2028, di adeguamento del Tritom e Bricchettazione (processo di trasformazione di materiali in piccoli blocchi, solitamente per pressione, con o senza l'uso di leganti, ndc) nel 2034, di adeguamento delle batterie 3, 4 e 11 nel 2029».
Ecco perché l’on. Bonelli torna a chiedere la chiusura dell’area a caldo e promette, insieme ad Europa verde, «di non restare a guardare» oltre a denunciare alla Commissione europea «il governo italiano perché disattende le direttive europee in tema di trasparenza e pubblicità degli atti e, soprattutto, per aver eluso la sentenza della Corte europea di giustizia non facendo riferimento alle direttive Ied  e qualità dell’aria nel riesame Aia».
E come se non bastasse, questo riesame, ha aggiunto l’on. Bonelli, «consentirà al nuovo acquirente (Baku Steel company, ndc) di poter fare quello che meglio crede perché l’Aia prevede un generico impegno alla decarbonizzazione».
«Solo la decontaminazione e la riqualificazione dei 15mila ettari di area industriale – ha incalzato subito dopo Rosa D’Amato – e gli investimenti dei fondi Jtf, che ci sono e aspettano di essere utilizzati perché le piccole e medie imprese del territorio sono pronte a farlo, e il Cis (il contratto istituzionale di sviluppo, ndc) nelle alternative economiche, formazione, ricerca e welfare possono dare futuro sostenibile, lavoro pulito e duraturo. Sarà compito del prossimo sindaco e del Consiglio comunale – ha concluso – pretendere e farsi valere in Regione».
Impegni che il candidato sindaco Piero Bitetti, presente alla conferenza stampa, è pronto ad assumersi. 
«Siamo concentrati – ha messo subito le cose in chiaro Bitetti – su uno sviluppo sostenibile e su quelle che sono le indicazioni contenute nell’Agenda 2030. Sul riesame dell’Aia il sindaco, purtroppo, non ha competenze dirette e specifiche. Certo, se eletti, seguiremo con attenzione il lavoro che si sta svolgendo sul riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale su tutto ciò che riguarderà la sostenibilità e la transizione giusta. Ci sono circa 700 prescrizioni che sono da valutare. Così come seguiremo da vicino l’evolversi dell’ordinanza anti-benzene emessa dalla precedenza amministrazione e che pende, tutt’ora, dinanzi al Tar».

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