CRONACHE TARANTINE
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Non le manda a dire Ignazio Zullo, senatore della Repubblica di Fratelli d'Italia. Se l’Altoforno 1 si blocca i veri responsabili, affonda il colpo, sono «la Procura di Taranto e i suoi consulenti che non hanno tenuto conto di quanto richiesto e certificato dai commissari dell’ex Ilva».
Tutto parte dalla comunicazione che i commissari straordinari hanno fatto all’azienda secondo le quali, come riporta l’agenzia Ansa, le azioni per intervenire sull’impianto colpito dall’incendio sviluppatosi lo scorso 7 maggio nell’impianto di Acciaierie d’Italia, non sarebbero state autorizzate nei tempi utili «rendendo ora non più applicabili le procedure standard di esecuzione».
«Quando la Procura ha sequestrato l'altoforno, dopo l’incidente di mercoledì scorso – afferma il sen. Zullo - i commissari avevano richiesto alla stessa Procura di continuare le operazioni di svuotamento dell'altoforno entro 48 ore, cioè prima che il materiale interno solidificasse, operazione negata dalla Procura. Ora, come si legge dalla lettera che AdI ha trasmesso alla Procura, essendo stata negata ed essendo trascorse più di 120 ore, pare l'altoforno sia stato danneggiato irreparabilmente».
Un fatto che il parlamentare di Fratelli d’Italia considera scandaloso perché, sostiene, «come sottolineato da AdI, adesso ora non è più possibile colare ghisa e loppa allo stato fuso dall'Altoforno 1 per cui, in caso di riavvio, si dovranno adottare procedure straordinarie, complesse e con esiti assolutamente incerti».
A rincarare la dose ci pensa un altro esponente di Fratelli d’Italia. Il sen. Filippo Melchiorre, infatti, allineandosi con quanto detto dal collega di partito Zullo, sottolinea il serio rischio che l’attività dell’altoforno non possa riprendere rapidamente o addirittura non possa più riprendere. Ritengo – conclude Melchiorre - questo atteggiamento della Procura assolutamente non in linea con le esigenze sottolineate da AdI e rifletto sul perché di tutto ciò, considerato che l’ex Ilva di tutto ha bisogno meno che di vedere interrotta la propria attività».