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Una Taranto Vecchia viva, creativa e produttiva. È questa la visione del candidato sindaco della coalizione civica Adcesso, Mirko Di Bello, che propone l’attivazione futura di un programma comunale di “temporary shop” nella città vecchia, per favorire l’artigianato locale, il turismo culturale e l’iniziativa giovanile.


La proposta prevede la concessione temporanea, gratuita o agevolata, di locali comunali inutilizzati a giovani imprenditori, startup, artigiani, designer, operatori culturali e imprese sociali, incentivando un modello di rigenerazione urbana dal basso e restituendo centralità e vitalità a uno dei quartieri più belli e simbolici della città.
«Taranto vecchia ha bisogno di nuove energie, non di slogan. Vogliamo – sottolinea Di Bello - che rappresenti il cuore pulsante della Taranto del futuro, un luogo di creatività, socialità e commercio di prossimità. I temporary shop – spiega ancora Di Bello – sono uno strumento agile e già collaudato in altre città. Usiamo il patrimonio pubblico per dare spazio a chi ha idee, talento e voglia di restare o tornare a Taranto.»
In Italia e in Europa i temporary shop si sono dimostrati un volàno per la valorizzazione dei centri storici, soprattutto in zone depresse o colpite dallo spopolamento. E a tal proposito, Di Bello cita alcuni esempi virtuosi. A Torino, con il progetto “Co-City”, il Comune ha messo a disposizione immobili abbandonati per progetti civici e imprenditoriali, molti dei quali legati ad artigianato e innovazione sociale. A Bologna, “IncrediBOL!” ha permesso a decine di giovani imprese culturali di nascere e svilupparsi in spazi comunali temporanei. A Milano, il progetto “Tempi di Recupero” ha trasformato locali sfitti in spazi per giovani designer e artigiani. A Lecce, i temporary shop nel centro storico hanno valorizzato produzioni locali e aumentato la permanenza turistica. E fuori dai confini italiani, in SApagna, il modello “El Ranchito” a Madrid ha promosso arte, artigianato e design attraverso spazi pubblici temporanei a rotazione mentre a Marsiglia, progetti di economia circolare e inclusione sociale hanno rilanciato interi quartieri con piccoli spazi assegnati a giovani imprenditori locali.
Secondo Di Bello, i benefici per Taranto si concretizzerebbero nello stimolare la microimprenditorialità locale; attirare visitatori e turisti offrendo un’esperienza autentica e identitaria; rivalorizzare il patrimonio immobiliare comunale attualmente inutilizzato; favorire l’occupazione giovanile e la nascita di nuove filiere economiche; innescare processi virtuosi di rigenerazione urbana e inclusione sociale.
La proposta, spiega Di Bello, sarà inserita all’interno di un più ampio piano per Taranto città creativa, attrattiva e vivibile, e sarà aperta alla collaborazione con enti culturali, università, associazioni giovanili, fondazioni e reti d’impresa.
«Non servono grandi opere per cambiare il volto della città – conclude Di Bello -. Servono spazi, fiducia e opportunità. E una politica che creda davvero nelle potenzialità delle persone e dei territori».

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