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Serena Deandri, candidata al Consiglio Comunale di Taranto per le elezioni amministrative del 25 e 26 maggio con la lista civica “Taranto e Futuro”, a sostegno del candidato sindaco Mirko Di Bello, espone la sua visione per una Taranto più accessibile, sostenibile e attrattiva, partendo da un tema cruciale per il futuro della città: la mobilità.

Dalla necessità di potenziare il trasporto pubblico e riqualificare le periferie, fino alla battaglia per l’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Grottaglie, la candidata racconta un progetto chiaro e ambizioso per liberare Taranto dall’isolamento e farla diventare una vera destinazione turistica e inclusiva.

Quando pensa a Taranto, qual è la sua visione per il futuro della città?
Quando penso a Taranto, penso immediatamente a una città con un’identità forte e un potenziale straordinario. Una città che può e deve diventare la vera perla dei due mari.
Abbiamo un patrimonio naturale, storico e culturale unico, che però per troppo tempo è rimasto in secondo piano, schiacciato da un modello economico che ruota quasi esclusivamente attorno all’industria pesante. Un modello ormai in crisi.
La mia visione è quella di una Taranto finalmente libera di valorizzare tutto ciò che ha da offrire: una città turistica, sostenibile, viva, capace di creare benessere attraverso un’economia più diversificata. Ma per farlo, serve una trasformazione profonda e concreta, a partire da uno degli aspetti che più condizionano la vita delle persone: i trasporti.

Per sviluppare il turismo serve una città accessibile. Qual è il nodo cruciale da affrontare?
Assolutamente sì. Per diventare una vera meta turistica, Taranto deve essere raggiungibile facilmente, e deve poter offrire un sistema di mobilità interna che funzioni, che sia moderno, inclusivo e sostenibile.
Il nodo cruciale, quindi, è proprio questo: il sistema dei trasporti. Non possiamo immaginare di attirare visitatori o investimenti se chi arriva a Taranto fa fatica a raggiungerla, o se una volta arrivato si trova in difficoltà a spostarsi. Ma il problema non è solo per chi viene da fuori. È un problema enorme anche per i tarantini stessi, soprattutto per chi vive nelle periferie o non ha un’auto privata.

Quali sono, secondo lei, le principali criticità nel sistema dei trasporti a Taranto?
Le criticità sono tante, e purtroppo incidono pesantemente sulla qualità della vita quotidiana.
Le periferie, ad esempio, sono spesso isolate, mal collegate con il centro e con le zone industriali. Chi vive lì ha difficoltà ad accedere ai servizi, al lavoro, alla scuola. Gli orari dei mezzi pubblici sono spesso inadeguati e non tengono conto delle reali esigenze di studenti, lavoratori, anziani.
Poi c’è il problema dell’assenza di punti di scambio efficienti tra treni e autobus, che rende complicato ogni spostamento. A questo si aggiungono strade dissestate, mezzi obsoleti, tagli alle linee considerate “poco produttive”.
Tutto questo spinge molte persone a usare l’auto privata, anche quando non se la possono permettere. E così aumentano traffico, inquinamento, costi per le famiglie e disuguaglianze. Perché chi non ha l’auto resta indietro, escluso.

Aeroporto di Grottaglie: che ruolo può giocare per Taranto?
L’aeroporto di Grottaglie è un’opportunità enorme che non possiamo più permetterci di ignorare. Attivare i voli civili da lì cambierebbe radicalmente le prospettive di mobilità e sviluppo per il nostro territorio.
Si tratterebbe di un vero cambio di paradigma: Taranto tornerebbe a essere connessa in maniera diretta con il resto d’Italia e dell’Europa.
Purtroppo, siamo ancora bloccati da una serie di ostacoli burocratici, politici e tecnici. Noi però non ci arrendiamo. Continueremo a esercitare pressione, a far sentire la nostra voce. Sappiamo che sono in corso lavori sul terminal passeggeri, ma serve più coraggio. Serve una decisione chiara, netta: Taranto deve avere il suo aeroporto civile.

Quali proposte concrete avete per migliorare il sistema dei trasporti cittadini?
Il nostro piano si fonda su un’idea semplice: un sistema di trasporti moderno deve essere sostenibile, efficiente, connesso e accessibile a tutti.
Tra le azioni che proponiamo c’è il rinnovo completo del parco mezzi, puntando su veicoli elettrici o a emissioni zero. È necessario creare corsie preferenziali per gli autobus, installare semafori intelligenti che diano priorità ai mezzi pubblici, e introdurre tecnologie digitali che permettano a ogni cittadino di sapere in tempo reale dove si trova il bus, quanto manca all’arrivo, come pianificare un viaggio in modo facile e intuitivo.
Io, ad esempio, sono rimasta colpita durante un viaggio a Istanbul: c’erano mini schermi ovunque con tutte le informazioni in tempo reale. Ecco, vogliamo portare questo livello di efficienza anche a Taranto.
E poi c’è la mobilità dolce: piste ciclabili continue e sicure, senza distruggere altro verde. Isola pedonali ben pensate. Manutenzione delle strade, valorizzazione delle stazioni ferroviarie. Non è solo una questione di estetica, ma di funzionalità e dignità urbana.

Qual è, in conclusione, l’obiettivo del vostro impegno?
Il nostro impegno è e sarà trasversale, concreto, condiviso. Perché migliorare la mobilità non è solo una questione tecnica, è una questione di giustizia sociale.
Un sistema di trasporti moderno e accessibile garantisce diritti, crea opportunità, combatte le disuguaglianze. Permette alle persone di vivere meglio, di lavorare, di studiare, di non sentirsi escluse.
E allo stesso tempo, apre Taranto al mondo. Oggi chi vuole venire qui deve pianificare tutto, perché da noi non si passa: da noi si viene solo se lo si sceglie.
Ecco, io voglio che Taranto diventi una città in cui la gente vuole venire. Una città che si fa trovare pronta. Per farlo, abbiamo bisogno di connettività, visione e scelte politiche coraggiose.

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