CRONACHE TARANTINE
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Ai sei candidati sindaco l’associazione Giustizia per Taranto nei giorni scorsi aveva chiesto di esprimersi, fissando all’11 maggio il termine per le eventuali risposte, su tre quesiti riguardanti l’ex Ilva. Tre i punti specifici posti all’attenzione di Annagrazia Angolano, Piero Bitetti, Mario Cito, Mirko Di Bello, Luca Lazzàro e Francesco Tacente.
Ai sei candidati sindaco è stato chiesto, infatti qual è la loro posizione rispetto al piano di rilancio del siderurgico proposto dal Governo, chiarendo senza ambiguità se siano favorevoli alla chiusura totale dell’impianto con riconversione economica, alla sola chiusura dell’area a caldo, o se ripongano fiducia nei piani industriali governativi che prevedono la sostituzione degli altiforni in un arco di dieci anni; il giudizio sull’efficacia delle misure adottate nei giorni di wind days per tutelare la salute dei cittadini.; l’impegno, in caso di elezione, a costituire il Comune parte civile nei processi contro i responsabili dell’inquinamento e dei danni sanitari.
A rispondere sono stati Annagrazia Angolano, Piero Bitetti, Mirko Di Bello e Francesco Tacente. Alcuna risposta è pervenuta da Mario Cito e Luca Lazzàro.
Vediamo quali sono state le intenzioni espresse.
Annagrazia Angolano (M5S)
La candidata dei 5 Stelle ha ribadito che la posizione del Movimento non è mai cambiata nel corso degli anni e che continua a sostenere la chiusura delle fonti inquinanti, a partire dall’area a caldo, e la stipula di un accordo di programma per garantire la tutela e il reimpiego dei lavoratori attraverso le bonifiche. Di qui il no alla nuova Aia che, fa notare, prevede ancora 12 anni di produzione a carbone, e no alla presenza di una nave rigassificatrice nel porto di Taranto perché collocato in prossimità della raffineria, del siderurgico e della base navale, rappresenterebbe una vera e propria bomba a orologeria, un rischio enorme per l’incolumità pubblica.
Angolano ricorda poi l’impegno del M5S con interrogazioni parlamentari e azioni politiche. L’unica prospettiva accettata è quella di una produzione green, con forni elettrici alimentati da idrogeno verde, inserita in un progetto più ampio di riconversione e diversificazione economica e culturale della città.
Fermamente contraria alla continuazione dell’attività nell’area a caldo. La proposta del M5S è quella di fermare l’area a caldo e avviare un piano di bonifica e di riconversione che tuteli l’ambiente e la salute pubblica. Per cui chiusura integrale dello stabilimento con riconversione economica del territorio e ricollocamento dei lavoratori. Angolano ha anche risposto come non ci sia da parte del M5S fiducia nei piani governativi attuali, che continuano a prevedere la produzione con altiforni, ritenuti inadeguati per ridurre l’impatto ambientale. La proposta del M5S è quella di incentivare la transizione verso una produzione green, con l’uso di forni elettrici alimentati da idrogeno verde così come valuta insufficienti i wind days per la tutela della salute dei cittadini.
Se eletta sindaca, Annagrazia Angolano farà costituire parte civile il Comune di Taranto nei processi contro i responsabili dell’inquinamento e dei danni alla salute.
Piero Bitetti (centrosinistra: Pd, CON, Unire Taranto-Bitetti sindaco, AVS-Socialismo XXI-Possibile, Demos, Dc, Liberaldemocratici, Per Bitetti)
Il candidato sindaco del centrodestra si è detto consapevole della necessità di coniugare il diritto alla salute, la tutela ambientale e la salvaguardia dell’occupazione. Per questo ritiene non più sostenibile la permanenza dell’area a caldo e chiede un percorso di dismissione graduale, accompagnato da un piano di transizione industriale credibile e vincolante, basato su tecnologie più sostenibili, come i forni elettrici alimentati da preridotto. Né, per Bittetti, si può condividere un piano che rinvia di un decennio interventi strutturali o lascia ambiguità sulle garanzie occupazionali.
Sull’efficacia dei wind day, Bitetti sottolinea come la copertura dei parchi minerali, così come realizzate, non lo hanno mai pienamente convinto. Permangono dubbi sull’effettiva efficacia nel limitare la dispersione delle polveri, soprattutto nei giorni di wind days, quando i cittadini continuano a segnalare disagi nei quartieri più esposti. Nel programma Bitetti propone la costituzione di un Tavolo permanente di vigilanza ambientale, composto da Comune, enti di controllo, istituzioni sanitarie e rappresentanze civiche. Il suo compito sarà monitorare costantemente l’evoluzione della transizione industriale, garantendo che ogni scelta venga compiuta nel rispetto della sicurezza, della legalità e della salute della popolazione.
Sulla costituzione parte civile del Comune, Bitetti ritiene che questa opportunità vada valutata con serietà e senso di responsabilità. È un’opzione che, se supportata da elementi concreti e fondata su solide basi legali, può rappresentare un atto di giustizia verso la comunità. Il nostro impegno è garantire trasparenza, partecipazione e fermezza nella difesa dell’interesse pubblico.
Mirko Di Bello (Con Di Bello, Tre Terre, I Rioni, Taranto e futuro, Impronta verde, Movimento sportivo)
Per quanto riguarda il candidato sindaco della coalizione civica Adesso, Giustizia per Taranto fa sapere che Mirko Di Bello non ha risposto ai quesiti ma ha inviato un messaggio:
«Un sindaco ha il dovere imprescindibile di essere la voce della propria comunità. Deve rappresentare tutti i cittadini con coraggio e coerenza, tutelandone i diritti e la dignità, prima ancora che obbedire a logiche di partito o direttive calate dall’alto.
Non può, né deve, nascondersi dietro le decisioni di Governi centrali o regionali quando queste si rivelano dannose per il territorio e per la salute delle persone.
“Giustizia per Taranto” non può e non deve essere uno slogan, significa dire basta ai decreti salva-industria (tutti…tutti hanno colpe), che hanno garantito impunità a chi ha inquinato, sacrificando la salute pubblica e sottraendo risorse alle bonifiche. Significa smascherare il falso mito della decarbonizzazione, quando si traduce solo in operazioni di facciata, senza una reale volontà di cambiamento.
La nostra amministrazione si impegna a difendere il diritto alla salute come bene primario e non negoziabile. Interverremo con determinazione contro ogni nuovo progetto che metta a rischio il territorio, rigassificatori, cementificazioni selvagge, aggressioni alle coste e alle risorse naturali. Ci opporremo a ogni iniziativa che riproponga vecchi modelli industriali distruttivi, camuffati da transizione ecologica.
Saremo parte civile nei processi contro i responsabili dell’inquinamento e delle malattie che hanno colpito la nostra città. Non resteremo spettatori ma pretenderemo verità, giustizia e risarcimenti per Taranto».
Francesco Tacente (Evviva Taranto-Udc, Noi Taranto, Fortemente liberi, Patto popolare, Prima Taranto, Socialisti riformisti, Taranto popolare)
In merito alla questione dell’ex Ilva Francesco Tacente ha risposto che il Comune come ente locale non ha poteri decisionali ma deve chiaramente essere interlocutore privilegiato e difendere gli interessi del territorio. Per Tacente se si decide per la continuità la strada da percorrere è quella della decarbonizzazione (ma con un piano di investimenti che consenta di accelerare i tempi) e della valutazione dell’impatto ambientale e sanitario. Qualsiasi strategia industriale non può basarsi (solo) su elementi economico-finanziari. Il candidato sindaco della coalizione che si ispira al civismo di matrice moderata, l’ubicazione degli impianti in prossimità della città fa sì che occorra programmare una transizione tecnologica senza ulteriori compromessi: dopo oltre 60 anni, come evidenzia nel suo programma elettorale, il ciclo dell’altoforno deve essere gradualmente abbandonato e occorre effettuare questo cambiamento con gli investimenti necessari per questa modernizzazione. Tacente ha poi detto che l’amministrazione rappresenterà con fermezza al governo che la questione ambientale e sanitaria di Taranto è di primaria importanza e colpisce al cuore la sensibilità dell’intera comunità ionica: la sua definizione è dirimente per qualsiasi soluzione venga assunta e che non si tratta di dire chiusura sì, chiusura no o fabbrica più piccola e senza area a caldo. Di una cosa però è convinto: il territorio deve puntare alla diversificazione e su questo aspetto sostiene di avere idee chiarissime.
Sui wind days, per Tacente ogni questione va verificata con gli enti di controllo Arpa e Asl e che saranno messe in campo tutte le misure che dovessero essere necessarie per potenziare queste tutele.
Sulla costituzione parte civile del Comune nei processi contro i responsabili dell’inquinamento e dei danni alla salute, Tacente fa presente che va valutata in primo luogo la legittimazione dell’ente territoriale a costituirsi parte civile e poi esaminata la scelta del rito civile o penale per l’ottenimento del migliore risultato. «Noi – ha detto Tacente - non abbiamo preclusioni. È anche vero che gli enti locali possono comunque sempre esercitare l’azione civile in sede penale».