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Crisi del commercio, parcheggi introvabili, raccolta differenziata che sembra non funzionare. E, ancora, la piaga della disoccupazione e il crescente consumo di suolo. Sono solo alcuni dei problemi che affliggono la città e sulle soluzioni dei quali i tarantini si aspettano e attendono risposte e soluzioni concrete.

Cosa ne pensano i candidati a sindaco? Oggi lo abbiamo chiesto a Piero Bitetti, candidato della coalizione di centrosinistra composta da Pd, CON, Demos, Dc, Avs-Socialismo XXI-Possibile, Unire Taranto-Bitetti sindaco, Per Bitetti, Liberaldemocratici.

Bitetti, in una città piegata dalla crisi c'è un settore, quello del commercio e quello di vicinato in particolare, che ne risente pesantemente. Come intende muoversi?

«Il commercio di prossimità è in sofferenza e va difeso con misure concrete: sgravi fiscali, eventi nei quartieri, vetrine digitali e semplificazione burocratica».

È più facile per un tarantino centrare il 6 al Superenalotto piuttosto che trovare parcheggio. Come si viene a capo della situazione?

«Sul fronte mobilità, Taranto ha bisogno di una nuova visione: più aree parcheggio, più  stalli di sosta  fuori  dal centro, trasporti pubblici affidabili ed efficienti e più spazio per bici e pedoni. Meno caos, più vivibilità».

Turismo: la presenza di turisti in città è in aumento ma non sempre i servizi offerti sono all'altezza.

«Taranto ha un potenziale turistico enorme ma troppo spesso inespresso. Serve un’accoglienza professionale, servizi adeguati, personale formato. Dobbiamo valorizzare la città vecchia e i nostri siti storici e naturali con percorsi integrati, iniziative culturali e promozione intelligente. Il turismo non è un settore a sé: è un pezzo centrale della nostra economia futura».

Nei programmi si parla di città vecchia. La maggior parte degli immobili, purtroppo quelli più fatiscenti, sono di proprietà comunale. Come intende agire?

«La Città Vecchia è la nostra  identità. Il Comune è proprietario di molti immobili oggi fatiscenti: su questi vogliamo intervenire subito con progetti di rigenerazione urbana. Useremo fondi pubblici e privati per restituirli a funzioni abitative, culturali e produttive. Niente operazioni spot: lavoreremo per creare una comunità viva, sicura e inclusiva».

Cemento o più aree verdi e parchi per bambini?

«Taranto può essere una città europea: verde, vivibile, giusta, accogliente. Basta raccontare solo emergenze. Serve una politica che guardi lontano ma parta dai problemi concreti. Porterò competenza, rigore e ascolto. Senza promesse irrealizzabili, ma con l’impegno quotidiano per restituire ai tarantini l’orgoglio di vivere nella loro città. Restituiremo alla città il prestigio che merita».

Parliamo di disoccupazione. Nei limiti di quelle che sono le competenze dell'amministrazione comunale (che pure in molti casi è stazione appaltante), quali sono i suoi programmi?

«Il Comune deve essere un motore per il lavoro, anche nei limiti delle sue competenze. Favoriremo  l’occupazione locale, puntando su trasparenza e clausole sociali laddove sia possibile. Rafforzeremo la formazione professionale, il dialogo con le imprese e il sostegno alle startup giovanili. L’innovazione, la rigenerazione urbana e l’economia green sono i pilastri su cui costruire sviluppo vero».

Come si riportano in città le eccellenze che lavorano altrove e cosa fare perché i giovani tarantini possano restare a studiare e lavorare a Taranto?

«Per far restare i nostri giovani dobbiamo offrire opportunità, non solo promesse. Potenzieremo l’offerta universitaria e tecnica, sosterremo la ricerca e creeremo un ecosistema che attragga imprese innovative. Vogliamo riportare a Taranto chi è andato via per mancanza di occasioni. Taranto deve diventare un luogo in cui si scelga di restare, studiare, lavorare e investire. Una città attrattiva da cui i nostri giovani non vorranno andar via e altri possano scegliere di restare a vivere».

Raccolta differenziata, come la organizzerebbe?

«Per migliorare davvero la raccolta differenziata e la gestione dei rifiuti, serve una svolta fatta di competenza. Affiderò la gestione a un gruppo di esperti con esperienza concreta nel settore ambientale e nei servizi pubblici. Occorrono  capacità tecniche, trasparenza e un piano serio per una azienda che deve restare pubblica a tutela del servizio e dei lavoratori. Vogliamo una Taranto più pulita e più verde.E insieme a questo, investiremo in educazione ambientale e nel coinvolgimento attivo dei cittadini, perché il cambiamento si costruisce insieme, ogni giorno».

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