CRONACHE TARANTINE
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Crisi del commercio, parcheggi introvabili, raccolta differenziata che sembra non funzionare. E, ancora, la piaga della disoccupazione e il crescente consumo di suolo. Sono solo alcuni dei problemi che affliggono la città e sulle soluzioni dei quali i tarantini si aspettano e attendono risposte e soluzioni concrete.
Cosa ne pensano i candidati a sindaco? Oggi lo abbiamo chiesto ad Annagrazia Angolano, candidata sindaca del Movimento 5 Stelle e della lista civica Angolano sindaca-Taranto cambia.
Angolano, in una città piegata dalla crisi c'è un settore, quello del commercio e quello di vicinato in particolare, che ne risente pesantemente. Come intende muoversi?
«Durante la precedente amministrazione i commercianti tarantini più volte hanno lanciato l’allarme rimanendo letteralmente inascoltati. Il rilancio del settore passa da una visione concreta e, soprattutto, partecipata. Serve un piano strutturato del commercio a partire dal piano strategico del commercio che va ricostruito e rivisto insieme alle associazioni di categoria ascoltando chi vive ogni giorno le difficoltà del settore. Abbiamo la necessità di restituire vitalità al borgo umbertino investendo su un sistema urbano integrato e funzionale sia ai cittadini che alle attività commerciali. In quest’ottica è imprescindibile la realizzazione di almeno due silos-parcheggi, uno alla banchina Torpediniere per il quale esistono già 11 milioni di euro stanziati, l’altro in un’area sotterranea come quella di piazza Bettolo o in altri siti già individuati e valutabili. Senza trascurare il discorso legato alla mobilità e all’accessibilità dei servizi, elementi chiave per rilanciare il commercio. Serve, a mio parere, inoltre, una task force permanente che coinvolga cittadini, commercianti, professionisti e amministrazione comunale per calendarizzare eventi e iniziative che attivino tutto il tessuto sociale».
È più facile per un tarantino centrare il 6 al Superenalotto piuttosto che trovare parcheggio. Come si viene a capo della situazione?
«Credo di aver risposto parzialmente nella domanda precedente. Aggiungo che la questione parcheggi andava considerata nel momento in cui la precedente amministrazione ha pensato alle Brt che tolgono quasi tremila posti auto. Quindi non c’è stata lungimiranza politica. Per cui adesso occorrerà ricorrere velocemente alle soluzioni più idonee per i parcheggi. Cercheremo di occuparci subito della situazione perché quella dei parcheggi è una condizione che porta a disincentivare verso il commercio di prossimità».
Turismo: la presenza di turisti in città è in aumento ma non sempre i servizi offerti sono all'altezza.
«Va ripresa immediatamente un’intensa attività di marketing territoriale e di rigenerazione culturale necessariamente ispirate alla storia della città, alle sue tradizioni, alla valorizzazione delle risorse del territorio improntate alla diffusione del brand turistico Taranto capitale di mare così come noi ricordiamo nel nostro programma. L’obiettivo è anche quello di sostenere la vocazione turistica della città attraverso l’identità storica rilanciando il convegno di studi sulla Magna Grecia, ampliando l’offerta del Museo archeologico con adeguati servizi di accoglienza, che oggi non ci sono, tipo bookshop, servizio di caffetteria oltre all’ampliamento dell’esposizione museale con l’installazione, per esempio, di un nuovo contenitore in grado di ospitare centinaia di reperti già presenti nei depositi. È necessario che venga ripristinata la Soprintendenza nazionale dei Beni archeologici e del mare dopo la sua parziale soppressione ad opera del governo Meloni. Istituire un museo industriale per creare itinerari turistici recuperando i vecchi impianti siderurgici in disuso a seguito dell’auspicata chiusura delle fonti inquinanti. Prevedere, d’intesa con la Marina militare la privatizzazione di alcuni spazi acquisibili dal Comune per progettare allestimenti culturali con percorsi di visite guidate; organizzare, per esempio, il Festival dell’ambiente e rilanciare e sostenere la Spartan race dopo il grande successo di tanti anni fa e che ha costi abbordabili per una amministrazione comunale come quella di Taranto. E, ancora, realizzare aree museali come il museo storico della Marina militare o delle Scienze marine con sale espositive e laboratori didattici multimediali. Insomma, creare un fermento culturale».
Nei programmi si parla di città vecchia. La maggior parte degli immobili, purtroppo quelli più fatiscenti, sono di proprietà comunale. Come intende agire?
«Per la riqualificazione della città vecchia sono stati finanziati dal governo Conte II 92 milioni di euro. Neanche il 10% è stato speso per la sua riqualificazione che prevedeva anche la messa a punto del patrimonio immobiliare per nuove residenze sociali. Quindi un ripristino non soltanto estetico ed architettonico. Riprenderemo, quindi, gli stessi fondi che il Movimento 5 stelle ha permesso che fossero stanziati e ridaremo vita a questi immobili per creare nuova residenza sociale».
Cemento o più aree verdi e parchi per bambini?
«Tutti sanno che il Movimento 5 Stelle è contro il consumo di suolo. È stata proprio la nostra forza politica che ha bloccato il tentativo della variante del Comparto 32 in Consiglio comunale. Siamo per il no al cemento e per una riqualificazione degli spazi esistenti. Ma il nostro non è un no a prescindere. È motivato dal fatto che la città è già desertificata, urbanisticamente parlando molto grande rispetto a quello che è il fabbisogno abitativo o di vivibilità del centro urbano. Quindi spazio al verde, all’aggregazione sociale, a tutto ciò che rende più bello lo stare insieme in un ottica di servizi che non devono mancare: dall’illuminazione dei punti più bui delle periferie, dal verde ai campetti aperti a tutti i bambini e non solo a quelli i cui genitori possono permettersi di pagare rette mensili per far praticare sport ai loro figli. Va valorizzata la villa Peripato che è simbolo della città, piccolo polmone verde ma oggi abbandonato a se stesso».
Parliamo di disoccupazione. Nei limiti di quelle che sono le competenze dell'amministrazione comunale (che pure in molti casi è stazione appaltante), quali sono i suoi programmi?
«Come 5 stelle proponiamo l’applicazione, negli appalti pubblici indetti dal Comune di Taranto, di condizioni di premialità legate alla filiera corta cioè alle forniture a chilometro zero, agevolando l’assunzione di lavoratori svantaggiati nell’area di Taranto e garantendo l’applicazione del salario minimo ai contratti di lavoro insieme a premialità in favore di giovani professionisti e di start up innovative. Questo obiettivo fu già condiviso in un protocollo d’intenti dall’amministrazione comunale uscente sottoscritto nel 2020 nell’ambito del Cis durante il governo Conte II. Questo protocollo d’intesa prevedeva l’introduzione, che oggi riproponiamo, della clausola di premialità socio-economica ovvero una clausola che doveva dare precedenza alla forza lavoro del territorio. In più nostro obiettivo è rilanciare l’operatività del porto e delle attività retroportuali rivitalizzando la piastra logistica, distripark, agromed. L’intenzione è anche quella di assegnare l’utilizzo del molo polisettoriale a più operatori visto il fallimento dell’affidamento in esclusiva a Yilport così come vogliamo la revisione delle concessioni alle grandi industrie, il completamento del centro di accoglienza Falanto, la stazione passeggeri al servizio del traffico croceristico. Pensiamo anche ad una centrale unica di investimenti per la progettazione per intercettare finanziamenti pubblici e bandi in maniera tempestiva».
Come si riportano in città le eccellenze che lavorano altrove e cosa fare perché i giovani tarantini possano restare a studiare e lavorare a Taranto?
«Per i giovani è fondamentale rafforzare l’offerta formativa, creare nuove opportunità di lavoro potenziando l’Università puntando alla sua piena autonomia amministrativa ma anche di offerta didattica con nuovi corsi in ambiti strategici come le Scienze del mare per non trascorrere questa importante risorsa che un domani potrebbe essere fonte di nuove opportunità lavorative per aziende specializzate in quel settore. Va favorito il collegamento tra Università, che non devono essere scollegate dal mondo del lavoro, e imprese. Inoltre, grazie alla statalizzazione del conservatorio Paisiello va sostenuta l’Università della musica oltre a incentivare le start up giovanili con agevolazioni fiscali e strumenti di accompagnamento per far comprendere ai nostri giovani che restare a Taranto può essere una scelta vantaggiosa. Dobbiamo agevolare e semplificare la vita sia sotto il profilo fiscale che della burocrazia».