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Chiusa la campagna elettorale si aspetta soltanto l’apertura dei seggi (192 le sezioni dislocate in città nei plessi scolastici) che avverrà dalle ore 7 alle ore 23 di domenica 25 gennaio e dalle ore 7 alle 15 di lunedì 26 maggio.

Dopo gli adempimenti di rito, avrà inizio lo spoglio delle schede partendo dai voti dei candidati a sindaco e delle liste. Ultimata questa fase di procederà con i voti di preferenza espressi per i singoli candidati.

Nel caso di mancata elezione al primo turno, gli elettori saranno chiamati a tornare alle urne l’8 e 9 giugno per il ballottaggio in concomitanza con il referendum su quattro quesiti riguardanti il lavoro e uno la concessione della cittadinanza agli stranieri.

Gli aventi diritto al voto per questa tornata elettorale che deciderà chi sarà il prossimo sindaco che guiderà l’amministrazione comunale di Taranto sono 161.855 così suddivisi: 76.646 uomini e 85.209 donne.

Rispetto alle elezioni del 2022, che sancirono l’elezione di Rinaldo Melucci, peraltro avvenuta al primo turno senza necessità, quindi, di dover ricorrere al turno di ballottaggio, quando gli aventi diritto al voto furono 163.778, si registra un decremento di 1.923 unità.

A presentarsi al voto, però, furono in 85.514 pari al 52,21% degli aventi diritto. 785 furono le schede bianche mentre 3.364 quelle non valide.

Come si vota

Per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale si vota con un sistema maggioritario a doppio turno. Questo perché Taranto è un Comune con più di 15mila abitanti. Per poter essere eletti al primo turno occorre che almeno un candidato ottenga il 50%+1 dei voti validi altrimenti si dovrà ricorrere al turni di ballottaggio fra i due candidati risultati più suffragati. Dopodichè per essere eletto sindaco basterà conseguire 1 voto in più del proprio avversario. Nel caso in cui al ballottaggio dovesse verificarsi una situazione di parità ad essere incoronato primo cittadino sarà il candidato più anziano.

Gli elettori possono esprimere la propria preferenza barrando con una X il nome del candidato sindaco e scrivere il cognome di chi si vuole eleggere al Consiglio comunale barrando anche la lista di appartenenza. Nel caso dei consiglieri comunali è possibile esprimere fino due preferenze purché, in questo caso, sia rispettata la differenza di genere e appartenenti entrambi alla stessa lista.

È possibile effettuare anche il voto disgiunto ovvero votare per un candidato sindaco di una coalizione e per i candidati consiglieri di liste non collegate al candidato sindaco votato.

Le liste collegate al candidato sindaco vincente, in virtù del premio di maggioranza, riceveranno il 60% dei seggi mentre i restanti sono distribuiti tra le altre liste che, però, devono aver superato la soglia del 3%.

Per quanto riguarda, invece, l’assegnazione dei seggi, la ripartizione avviene con il sistema proporzionale che utilizza il metodo D’Hondt, dal nome dello studioso belga che lo ideò nel 1878. Questo sistema prevede che si divida il totale dei voti di ogni lista per 1, 2, 3, 4, 5... fino al numero di seggi da assegnare nel collegio, e che si assegnino i seggi disponibili in base ai risultati in ordine decrescente.

Documenti necessari

Per poter esprimere il proprio voto è obbligatorio presentarsi al seggio muniti della tessera elettorale in corso di validità; un documento di identità valido (carta d’identità, patente, passaporto o qualsiasi altro documento rilasciato dalla pubblica amministrazione purché provvisto di foto di riconoscimento).

In caso di smarrimento o di scadenza della tessera elettorale (perché riempita in tutte le sue caselle) è possibile richiederne un duplicato recandosi nella sede dell’Ufficio elettorale nei seguenti giorni: sabato 24 maggio dalle ore 8.30 alle 20; domenica 25 maggio dalle ore 7 alle 23; lunedì 26 maggio dalle ore 7 alle 15.

È possibile rivolgersi anche nelle sedi decentrate di Montegranaro-Salinella (via Romagna 48), Tre Carrare-Solito (via Fiume 64), Talsano-San Vito-Lama (corso Vittorio Emanuele II 72 a Talsano), Paolo VI (via Amedeo Sommovigo 1), Tamburo-Lido Azzurro (piazza Liborio Tebano) negli stessi orari sopra elencati.

 

I candidati sindaco in corsa per le amministrative 2025

Sono sei i candidati alla carica di sindaco di Taranto per complessive 28 liste. 869 sono i candidati consiglieri.

Si tratta di Annagrazia Angolano sostenuta dal Movimento 5 Stelle e da Angolana sindaca-Taranto cambia.

Piero Bitetti, centrosinistra, con le liste Partito democratico, CON, Demos, Democrazia cristiana, AVS-Socialismo XXI-Possibile, Unire Taranto-Bitetti sindaco, Per Bitetti, liberaldemocratici.

Mario Cito con la storica AT6-Lega d’azione meridionale.

Mirko Di Bello alla guida di una coalizione civica composta dalle liste Con Di Bello, Taranto e futuro, Tre Terre, I Rioni, Impronta verde, Movimento sportivo.

Luca Lazzàro sostenuto dal centrodestra con Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi moderati e Pli.

Francesco Tacente candidato di una coalizione di ispirazione civico-moderata composta da Prima Taranto, Evviva Taranto-Udc, Fortemente liberi-Tacente sindaco, Patto popolare, Riformisti per Taranto-Socialisti, Noi Taranto, Taranto popolare.

Come andò nel 2022

Le ultime elezioni amministrative sono state caratterizzate dalla vittoria schiacciante al primo turno dell’uscente Rinaldo Melucci sul candidato del centrodestra Walter Musillo, ex segretario provinciale del Partito democratico.

In quell’occasione Melucci, sostenuto da 11 liste, riportò il 60,63% dei consensi pari a 49.807 voti (ma quasi due punti in meno rispetto alla sua coalizione) contro i 29,84%, pari a 24.514 voti, di Musillo 10 le liste della coalizione. Solo briciole per gli altri due candidati sindaco Luigi Abbate (5,11% per 4.200 voti) e il compianto Massimo Battista (4,42% pari a 3.629 voti).

Tra  i partiti tradizionali, a recitare la parte del leone fu il Partito democratico, risultato il partito più suffragato con il 19,28% (15.282 voti). Mentre nel centrodestra il derby se lo aggiudicò Fratelli d’Italia con il 6,71% (5.322 voti) contro il 4,23% di Forza Italia pari a 3.354 consensi. I voti complessivi riportati da tutti i candidati al Consiglio comunale (poco più di 800) furono 82.150 mentre quelli di tutte le liste (28) sono stati79.268.

Così nel dettaglio:

Rinaldo Melucci: 60,63% (49.807 voti

Pd: 19,28% (15.282)

Taranto crea: 6,76% (5.356)

CON Taranto: 6,61% (5.243)

Taranto 2030: 6,16% (4.881)

Più centrosinistra: 5,32% (4.221)

Taranto mediterranea: 4,36% (.453)

Movimento 5 Stelle: 4,18% (3.316)

Taranto popolare: 3,69% (2.924)

Europa verde: 3,24% (2.567)

Psi-Pri: 2,84% (2.254)

Autonomi e partite Iva: 0,29% (229)

Totale coalizione: 62,73% (49.726)

Walter Musillo: 29,84% (24,514)

Partito popolare: 9,02% (7.151)

Fratelli d’Italia: 6,71% (5.322)

Forza Italia: 4,23% (3.354)

Patto per Taranto: 3,51% (2.786)

Prima l’Italia: 2,83% (2.243)

Taranto davvero: 1,63% (1.294)

AT6-Lega d’azione meridionale: 1,09% (865)

Movimento sportivo: 0,61% (484)

Noi con l’Italia: 0,53% (423)

Insieme: 0,08% (64)

Totale coalizione: 30,26% (23.986)

Luigi Abbate: 5,11% (4.200)

Taranto senza Ilva: 2,96% (2.346)

Taranto next generation: 0,39% (309)

Partito meridionalista: 0,09% (71)

Totale coalizione: 3,44% (2.726)

Massimo Battista: 4,42% (3.629)

Una città per cambiare Taranto: 2,54% (2.012)

Taranto città normale: 0,63% (499)

Periferie al centro: 0,40% (319)

Totale coalizione: 3,57% (2.830)

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