CRONACHE TARANTINE
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Poco meno di 48 ore al countdown. Quando, cioè, scadrà il termine per ufficializzare eventuali apparentamenti tra coalizioni in vista del turno di ballottaggio dell’8 e 9 giugno che vedrà Piero Bitetti, per il centrosinistra, e Francesco Tacente, a capo di un raggruppamento di liste civiche a trazione Lega, contendersi la poltrona di sindaco della città.
La dead line, infatti, è quella di domenica 1 giugno.
Sono, infatti, in corso febbrili incontri nel corso dei quali gli sherpa delle rispettive coalizioni stanno cercando di ricucire le distanze che, nel caso di Bitetti, dividono il centrosinistra dal “naturale” alleato Movimento 5 Stelle, mentre per Tacente si tratta di ricomporre la frattura, tra l’altro verificatasi proprio sul suo nome, nel centrodestra quando si è trattato di individuare il proprio candidato sindaco.
E se in questo caso le interlocuzioni sembrano ormai al punto di arrivo, l’ufficialità dell’apparentamento (peraltro decisa a Roma) dovrebbe essere questione di ore, più complicato sembra essere il matrimonio tra la coalizione di centrosinistra e il M5S.
E proprio nella tarda serata del 29 maggio Piero Bitetti è stato visto entrare negli uffici di via Duca degli Abruzzi del sen. Mario Turco, vicepresidente nazionale del M5S. Un vertice conclusosi a tarda ora e sull’esito del quale pende sempre quella che sarà la decisione che uscirà dall’assemblea provinciale del Movimento in programma per le 20.30 del 30 maggio.
Ma, a prescindere se ci saranno o meno gli apparentamenti, resta da capire se un’eventualità del genere giova o meno alle singole liste delle rispettive coalizioni. L’ingresso ufficiale del M5S, da una parte, e di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi moderati e Pli, dall’altra, porterà inevitabilmente a riscrivere la geografia del prossimo Consiglio comunale.
E poiché il metodo D’Hondt utilizzato per l’assegnazione dei seggi è un sistema matematico dove a comandare sono i freddi numeri, le liste e i partiti che ad una prima sommaria ipotesi di Consiglio comunale (a seconda se ad essere eletto sia Bitetti o Tacente) sono stati premiati dai quozienti rischiano di veder diminuire le proprie rappresentanze. Un elemento di valutazione in più che viene fatto soprattutto tra le liste che sostengono Francesco Tacente dal momento che con un apparentamento ufficiale Fratelli d’Italia, forte di una grande percentuale di voti riportata al primo turno (7.184 pari all’8,61%) rischierebbe di cannibalizzare il campo tacentiano.
Meno marcato sarebbe il ridimensionamento per i partiti e le liste del centrosinistra.
Ma vediamo un po' cosa potrebbe accadere.
Apparentamento centrosinistra-M5S
Ipotesi 1 – Piero Bitetti eletto sindaco
Nel caso di elezione a sindaco di Piero Bitetti, in virtù dell’apparentamento con il M5S questi potrebbe contare sull’ingresso in Consiglio di suoi 3 rappresentanti a discapito del Pd, che perderebbe 1 consigliere passando da 8 a 7; di CON che passerebbe da 4 a 3; del Partito liberaldemocratico-Azione che uscirebbe dall’assise cittadina.
Per cui la maggioranza a guida Bitetti sarebbe composta da 7 consiglieri del Pd (Mattia Giorno, Enzo Di Gregorio, Lucio Lonoce, Luana Riso, Alexia Serio, Stefano Panzano e Virginia Galeandro), 2 di CON (Vittorio Mele e Daniela Galiano), 2 di Unire Taranto (Sabrina Lincesso e Patrizia Boccuni), 2 a Per Bitetti sindaco (Francesco Cosa e Giovanni Tartaglia), 1 a testa per Demos (Gianni Liviano), Dc (Nicola Catania) e AVS-Socialismo XXI-Possibile (Antonio Lenti), 3 al Movimento 5 Stelle (Annagrazia Angolano, Gregorio Stano e Valentina Basta quest’ultima espressione di Rifondazione comunista e candidata da indipendente nella lista pentastellata).
Ipotesi 2 – Piero Bitetti non eletto sindaco
Se il ballottaggio dovesse premiare Francesco Tacente, la coalizione di centrosinistra andrebbe ad occupare i banchi dell’opposizione (complessivi 12 consiglieri) con l’ulteriore ridimensionamento delle liste e dei partiti a sostegno di Piero Bitetti.
In questo caso il Pd da 7 consiglieri scenderebbe a 5 con Piero Bitetti che, in qualità di candidato sindaco in quota ai dem prenderebbe il posto di Alexia Serio. Perdenti seggi sarebbero anche il M5S, Unire Taranto, Per Bitetti, Dc, Verdi e Azione.
Per cui la nuova configurazione vedrebbe: Pd 5 seggi (Piero Bitetti, Mattia Giorno, Enzo Di Gregorio, Lucio Lonoce e Luana Riso), M5S 2 seggi (Annagrazia Angolano e Gregorio Stano), CON 2 seggi (Vittorio Mele e Daniela Galiano), Unire Taranto 1 seggio (Sabrina Lincesso), Per Bitetti 1 seggio (Francesco Cosa), Demos 1 seggio (Gianni Liviano).
Apparentamento Francesco Tacente-centrodestra
Ipotesi 1 – Francesco Tacente eletto sindaco
Come anticipato, in caso di affermazione al ballottaggio di Francesco Tacente, in virtù dell’apparentamento ad irrompere tra i banchi della maggioranza sarebbe Fratelli d’Italia che aumenterebbe la sua pattuglia a 4 consiglieri con Forza Italia che ne eleggerebbe un secondo e con l’ingresso di Noi moderati, rimasti esclusi dall’ipotesi di Tacente sindaco ma senza apparentamenti. Perderebbero postazioni Prima Taranto (2), Patto popolare (2), Evviva Taranto-Udc (1), Riformisti per Taranto-Socialisti (1), Fortemente liberi (1).
Per cui in Consiglio farebbero parte della maggioranza 3 rappresentanti di Prima Taranto (Adriano Tribbia, Lucia Ciraci e Francesco Battista), 2 di Patto popolare (Massimiliano Stellato e Jessica Fedele), 2 dell’Udc (Emiliano Messina e Gabriella Ficocelli), 2 di Fortemente liberi (Salvatore Brisci e Giuseppe Fiusco), 2 di Riformisti per Taranto-Socialisti (Gianni Azzaro e Stefania Fornaro), 1 di Taranto popolare (Michele Mazzariello), 1 di Noi Taranto (Vito Luigi Agrusti), 4 di Fratelli d’Italia (Luca Lazzàro in quanto candidato sindaco, Giampaolo Vietri, Tiziana Toscano e Matilde Percolla), 2 di Forza Italia (Massimiliano Di Cuia e Rosario Ungaro) 1 di Noi moderati (Alessandro Basta).
Ipotesi 2 – Francesco Tacente non eletto sindaco
Nel caso in cui Francesco Tacente non dovesse essere eletto sindaco, l’apparentamento con il centrodestra (FdI, FI, Noi moderati e Pri) rimetterebbe in corsa Mirko Di Bello, candidato sindaco della coalizione civica Adesso (meccanismi legati al metodo D’Hondt che si utilizza per l’aggiudicazione dei seggi nelle elezioni che utilizzano il sistema proporzionale.
Anche in questo caso a rimetterci sarebbero le liste civiche sponda Tacente. Come nel caso di Patto popolare che, pur mantenendo 2 consiglieri, deve cedere una postazione al candidato sindaco Tacente in virtù del quoziente più basso assegnatogli. Ma anche Prima Taranto subirebbe un’ulteriore perdita scendendo da 3 (in caso di vittoria di Tacente) a 2.
Per cui la situazione sarebbe la seguente: Prima Taranto 2 seggi (Adriano Tribbia e Lucia Ciraci), Patto popolare 2 seggi (Francesco Tacente e Massimiliano Stellato), Evviva Taranto-Udc 1 seggio (Emiliano Messina), Riformisti per Taranto-Psi 1 seggio (Gianni Azzaro), Fortemente liberi 1 seggio (Salvatore Brisci), Fratelli d’Italia 3 seggi (Luca Lazzàro, Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano), Forza Italia 1 seggio (Massimiliano Di Cuia), lista Con Di Bello 1 seggio (Mirko Di Bello).