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Il Campo largo a Taranto si fa sempre più stretto. A poche ore dalla scadenza dei termini (mezzogiorno di domenica 1 giugno) per l’ufficializzazione degli apparentamenti tra la coalizione di centrosinistra e il suo candidato sindaco Piero Bitetti, da una parte, e il Movimento 5 Stelle, dall’altra, le distanze sembrano aumentare piuttosto che accorciarsi.


Carta canta e villan dorme. Con questo proverbio si potrebbe tranquillamente fotografare la situazione attuale perché i 5 Stelle un apparentamento formale non lo disdegnerebbero. Il fatto è che il centrosinistra sembra puntare più ad un accordo politico. Una proposta che dal M5S è stata rispedita al mittente perché, ha sottolineato il sen. Mario Turco un attimo prima di dare inizio all’assemblea cittadina convocata nella serata del 30 maggio, «non possiamo tradire il mandato datoci dai cittadini perché realizzassimo il nostro programma. Il Movimento 5 Stelle entra in quelle coalizioni nelle quali si crea un progetto per i cittadini. Oggi il nostro programma rispetto a quello del centrosinistra ci vede su sponde molto lontane. Sarà difficile nelle prossime ore andare a vedere quali sono i temi da realizzare insieme, come i  no all’Autorizzazione integrata ambientale per l’ex Ilva, al rigassificatore, al dissalatore, al consumo di suolo e quindi al Piano urbanistico generale, e poi tentare un dialogo».
Insomma, c’è voglia di ufficialità perché, ha sottolineato il vicepresidente nazionale, «qui a Taranto dal centrosinistra non siamo stati trattati bene perché abbiamo subito il tradimento del sindaco Melucci, che era espressione del centrosinistra e che non ha mantenuto fede al programma sottoscritto, e di chi, prima di questa tornata elettorale, anche da Bari, non ci ha voluto in coalizione dichiarando che si sarebbe vinto anche senza i 5 Stelle. Il voto di Annagrazia Angolano dice esattamente il contrario» per cui caro Emiliano «hai sbagliato candidato perché la candidata sindaca forte ce l’avevamo noi».
Intanto però il ballottaggio è lì che incombe e una scelta andrà pur fatta e una decisione andrà presa. Sicuramente nella giornata di sabato 31 maggio quando si riunirà il gruppo territoriale del Movimento che terrà conto della fase di ascolto dei cittadini e degli iscritti avvenuta nei Giardini Virgilio è che ha oscillato tra chi ha chiesto di capitalizzare il successo riportato dalla candidata sindaca Annagrazia Angolano (presente con il coordinatore regionale Leonardo Donno e rappresentanti pentastellati al parlamento) e chi, invece, a chiare lettere ha detto no, l’appoggio a Bitetti non va dato.
Che fare, allora? «È chiaro che il centrodestra non lo voteremo mai», ha detto Turco rivolgendosi alla platea stretta nei giacchettini e nei giubbotti perché l’arietta era fresca e pungente. «Come si fa a votare qui a Taranto la Lega e Salvini dopo che ci hanno tolto i soldi del Pnrr, l’alta velocità sulla Taranto-Battipaglia, declassato l’Agenzia doganale» ma, al tempo stesso, «con questo centrosinistra non vogliamo governare». Però di andare a votare, ha subito fatto presente Turco, bisogna andare «ma se la minestra è questa…. speriamo di non andare giù dalla finestra». Che tradotto vuol dire che una cosa è governare la città, un’altra cosa «è fare l’accordo politico, lasciatemelo dire, con il meno peggio».
Eppure, poche ore prima dell’inizio dell’assemblea era arrivato l’endorsement nei confronti di Piero Bitetti da parte dei tre sindaci pentastellati di Crispiano, Luca Lopomo, di Ginosa, Vito Parisi, e di Mottola, Giampiero Barulli, i quali ritengono che il Movimento 5 Stelle «meriti di lavorare per Taranto, per affrontare con serietà, competenza e visione tutte le tematiche cruciali che riguardano il futuro di questo territorio complesso e straordinario. È per questo – hanno aggiunto Lopomo, Parisi e Barulli - che esprimiamo con convinzione il nostro sostegno a Piero Bitetti. Una candidatura che riteniamo solida, credibile e capace di interpretare al meglio le istanze di cambiamento e rigenerazione della città. L’impegno, la determinazione e il consenso raccolti da Annagrazia Angolano, candidata sindaca del M5S, rappresentano la dimostrazione concreta che si può fare politica in maniera diversa, vicina ai cittadini, e ottenere risultati importanti. Questo percorso non deve interrompersi ma, anzi, va rafforzato e proseguito con coraggio». Della serie: sporchiamoci le mani, mettiamoci in gioco. Invito del quale il sen. Turco prende atto ma qui «non si tratta di andare contro Piero Bitetti perché è chiaro che il nostro voto, che sarà consapevole e di coscienza, chiaramente non andrà al candidato del centrodestra».
Partita ancora aperta ma il tempo sta per scadere.

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