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«Di fronte all’ennesimo comunicato del centrodestra tarantino che si è d’improvviso riscoperto unito non possiamo che restare colpiti dal tentativo di riscrivere la realtà con uno sforzo propagandistico che dimentica volutamente le responsabilità politiche e amministrative degli stessi protagonisti che oggi si presentano come “nuovi”. Dov’erano quando si decidevano gli interventi su Taranto?».


Non le manda a dire la segretaria provinciale del Pd, Anna Filippetti, la quale sottolinea come il centrodestra sia al Governo nazionale, sieda nei ministeri competenti, e «ha partecipato a tutte le conferenze di servizio sul progetto del depuratore: perché non hanno mai proposto un’alternativa concreta sulla localizzazione, se ritenevano quel punto inadatto?».
Non solo, perché Filippetti ricorda che è il centrodestra che ha scelto il futuro presidente dell’Autorità portuale per cui sarebbe il cado che «s’impegnino pubblicamente a fargli rigettare formalmente l’autorizzazione all’impianto per la produzione di fanghi nell’area ex Belleli. Oppure è solo uno slogan per prendere tempo? Quando parlano dell’ex Ilva, è chiaro cosa intendano per “continuità produttiva”? Parlano della stessa AIA che autorizza l’uso del carbone per altri 12 anni? È questo il modello di sviluppo che propongono a Taranto?».
Filippetti, inoltre, evidenzia che nella coalizione di centrodestra che sostiene la candidatura a sindaco di Francesco Tacente «siedono il presidente di Kyma Ambiente e l’ultimo assessore all’Ambiente della giunta Melucci: se davvero avevano idee nuove, perché non le hanno attuate prima, quando avevano ruoli diretti di responsabilità? Ma soprattutto perché non hanno abbassato la Tari come promettono oggi per il futuro?. Sul tema del BRT (Bus Rapid Transit), si indignano per i parcheggi ma non erano al governo della città con Melucci quando il progetto è stato approvato? Allora tacevano, oggi minacciano di bloccare i cantieri, col rischio concreto di perdere fondi europei fondamentali ed esporre il comune a un buco di decine di milioni di euro a causa dei contratti per i lavori già firmati».
E le periferie? «Se davvero le considerano una priorità – prosegue la segretaria provinciale Pd -, perché quando amministravano hanno chiuso la sede della Circoscrizione a Paolo VI, lasciando un intero quartiere privo di un presidio istituzionale? Ci chiediamo con quale coerenza il centrodestra pretenda oggi di presentarsi come forza del cambiamento, quando ha governato, o ha sostenuto, scelte che oggi critica. Taranto – conclude Filippetti - ha bisogno di coerenza, competenza e visione. Non di operazioni di maquillage elettorale».

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