CRONACHE TARANTINE
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«Viviamo in una società che ci educa fin da piccoli a primeggiare, a essere sempre i migliori, a non sbagliare mai. A scuola si premia chi arriva primo, nello sport si esalta solo chi vince, nella vita si misura il valore con il successo. Ma chi ci insegna a perdere? Eppure, è proprio lì che si forma il carattere. È nella sconfitta che impariamo l’umiltà, la resilienza, la capacità di metterci in discussione. Perdere è parte del gioco, della vita, della democrazia. È proprio nei momenti di sconfitta che si misura la statura di un vero leader. Anche in politica, questo vale».
A parlare così è Angelo Fanelli, presidente di Taranto Think Tank, il quale fa queste considerazioni osservando come nella campagna elettorale in vista del ballottaggio dell’8 e 9 giugno (che stabilirà chi tra Piero Bitetti e Francesco Tacente sarà il prossimo sindaco di Taranto), «vediamo apparentamenti costruiti per vincere non per amministrare. Il centrodestra si ricompatta intorno a un candidato che fino a ieri era “l’avversario da battere”, rappresentava il fallimento dell’amministrazione comunale appena “mandata a casa”. Ora diventa “il nome giusto”, senza un confronto reale su contenuti, senza un programma condiviso. Insomma, una somma di voti non un progetto di città».
E ritornando al concetto della sconfitta, Fanelli è dell’opinione che la leadership «non si costruisce sull’infallibilità, ma sull’umiltà e sulla capacità di rialzarsi. Chi sa perdere con dignità, sa anche vincere con rispetto. Chi sa ascoltare critiche e voci diverse, saprà anche costruire soluzioni più giuste e condivise. La mia – mette i puntini sulle “i” Fanelli - non vuole essere una critica personale, né un giudizio sulla storia o sul valore umano di qualcuno, ma la politica di cui Taranto ha bisogno è un’altra. Deve essere fatta, a prescindere dalle differenze, di coerenza e di coraggio delle scelte. Provare a vincere senza un’idea di città, senza un patto chiaro con i cittadini, senza una visione costruita insieme, sarebbe una vittoria di corto respiro. È un’operazione di potere, non un progetto di buon governo del territorio. Ecco perché Taranto – conclude Fanelli aggiungendo che il Taranto Think Tank sosterrà Piero Bitetti - ha bisogno anche di una politica che non si vergogna di perdere quando non ci sono le condizioni per amministrare bene. Perché il coraggio di perdere per coerenza è la base per poter vincere con dignità».