CRONACHE TARANTINE
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Pochi giorni ancora è poi Taranto conoscerà chi la guiderà per i prossimi 5 anni. Sarà Piero Bitetti, candidato sindaco del centrosinistra, o toccherà a Francesco Tacente, candidato di un ampio schieramento che comprende liste civiche e partiti tradizionali del centrodestra? Ai tarantini l’ardua sentenza.
Intanto, in attesa dell’8 e 9 giugno, giorni in cui si terrà il ballottaggio tra i due candidati a sindaco (si voterà domenica 8 dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì 9 dalle ore 7 alle ore 15), Cronache tarantine ha rivolto alcune domande ai due contendenti su questioni di particolare rilievo per il futuro della città.
Oggi, martedì 3 giugno, abbiamo parlato con loro di temi ambientali quali la difficile situazione in cui versa l’ex Ilva, i cui effetti si ripercuotono sulla città, la presenza di un rigassificatore nell’area del porto di Taranto, la realizzazione di un dissalatore sul fiume Tara. Ecco cosa ci hanno risposto.
Nei prossimi giorni saranno trattati ulteriori temi.
Perchè i tarantini dovrebbero votarvi?
Piero Bitetti: «Perché sappiamo cosa serve a Taranto e ai tarantini. Siamo persone serie e disponiamo delle competenze necessarie per realizzare il nostro programma che è concreto ma allo stesso tempo guarda al futuro. Abbiamo le mani libere, non dobbiamo restituire favori politici, e abbiamo la volontà di costruire, non di alimentare conflitti. Taranto ha bisogno di un’amministrazione che metta al centro le persone, non gli interessi di parte».
Francesco Tacente: «Perché rappresentiamo l’unica alternativa credibile a chi ha già governato Taranto senza risultati. La città ha bisogno di visione, competenze e discontinuità. Vogliamo cambiare la narrazione di Taranto. Un cambio di passo reale, non a parole. Perché Taranto vince solo in un modo: con il dialogo nella stessa maggioranza, con Roma e con Bari. Nessuno si salva da solo. Taranto vince solo se si presenta dinanzi alle altre istituzioni, agli stakeholders e ai cittadini in maniera unitaria, con un’impronta amministrativa forte per colmare l’assenteismo istituzionale e per cercare di intercettare molti finanziamenti che cambino il volto della città. Abbiamo un programma amministrativo serio, ora condiviso con le forze di centrodestra, che porteremo avanti con convinzione nell’interesse di tutti».
Cosa rimprovera al suo contendente?
Bitetti: «La sua campagna elettorale è costruita su una narrazione divisiva, alimentata da toni che ricordano i peggiori esempi della politica nazionale: rabbia, slogan, attacchi personali. Ma Taranto non ha bisogno di odio, ha bisogno di soluzioni, ascolto e responsabilità. Noi rappresentiamo un'altra idea di città: quella del lavoro paziente, della visione, del rispetto per le persone e per le istituzioni».
Tacente: «Più che un rimprovero, una constatazione. È in politica da oltre 25 anni e ha governato Taranto avendo ricoperto anche ruoli non secondari, con quali risultati? Che ha fatto? Per cosa può essere ricordato? Poi non ha mai preso una posizione chiara su temi fondamentali o l’ha completamente stravolta solo per cercare una intesa con i Cinque Stelle, che lo ha subissato di critiche in tutta la campagna elettorale. La coerenza, soprattutto in politica, è un valore. E la città merita chiarezza, non ambiguità».
Transizione ecologica del siderurgico, decarbonizzazione e acciaio pulito, valutazione di impatto ambientale e sanitario. Qual è la vostra posizione?
Bitetti: «La transizione ecologica dell’ex Ilva non è solo un obbligo ambientale ma una grande opportunità per Taranto. Siamo per la decarbonizzazione dell’impianto, per la produzione di acciaio pulito e per un modello industriale finalmente compatibile con la salute e l’ambiente. Ma tutto questo deve avvenire senza sacrificare il lavoro. Servono valutazioni trasparenti dell’impatto sanitario e ambientale, un vero accordo di programma con il Governo e la Regione, e un’amministrazione comunale che eserciti un ruolo di controllo e guida, non di semplice spettatrice».
Tacente: «Serve una vera riconversione green dello stabilimento, ma accelerando i tempi e pretendendo una valutazione d’impatto ambientale e sanitario. È una vertenza annosa e complicata. Il Comune, come è noto, non ha poteri decisionali ma si batterà su tutti i tavoli per difendere il territorio sia dal punto di vista della salute che da quello occupazionale. La transizione ecologica va gestita con responsabilità e trasparenza. Ribadiremo al governo che per noi la questione ambientale e sanitaria di Taranto è di primaria importanza e colpisce al cuore la sensibilità dell’intera comunità ionica: la sua definizione è dirimente per qualsiasi soluzione venga assunta e che non si tratta di dire chiusura sì, chiusura no o fabbrica più piccola e senza area a caldo».
Poi ci sono le questioni legate al rigassificatore e al dissalatore sul fiume Tara. Come contate di agire nell’ambito di quelle che sono le competenze dell’amministrazione comunale?
Bitetti: «Sul rigassificatore siamo contrari. La vera alternativa sostenibile è l'utilizzo pieno della TAP, già attiva, senza imporre ulteriori servitù a Taranto. Per il dissalatore, siamo già in una fase molto avanzata, ma ciò non significa che l’amministrazione comunale debba restare immobile. Utilizzeremo tutti gli strumenti urbanistici e giuridici per proteggere il fiume Tara e il suo ecosistema. L’interesse pubblico, ambientale e paesaggistico sarà sempre prioritario nelle nostre scelte».
Tacente: «La questione del rigassificatore è legata alle scelte che saranno fatte per l’ex Ilva. Il ministro Urso ha dichiarato che se non c’è l'autorizzazione all'approdo di una nave rigassificatrice, non è possibile in alcun modo realizzare gli impianti siderurgici green con i forni elettrici e avviare la decarbonizzazione. Per ogni tipo di progetto bisogna analizzare eventuali criticità e benefici e per questo è importante la valutazione degli enti di controllo. Lo stesso discorso vale per il dissalatore. La conferenza dei servizi ha dato il via libera, ci sono riserve sull’ubicazione. Saremo vigili su tutto».