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Alla fine l’indicazione di voto è arrivata: il Movimento 5 Stelle l’8 e 9 giugno al ballottaggio voterà per il candidato sindaco del centrosinistra, Piero Bitetti.

Ma, attenzione, ha subito messo i puntini sulle “i” Annagrazia Angolano, pronta a ripeterlo per l’ennesima volta, non c’è alcun accordo né alcun ingresso in maggioranza perché in soldoni il M5S l’indicazione di voto la sta dando per i temi del suo programma elettorale che, seppur in zona Cesarini, sono stati fatti propri, sottoscrivendoli pubblicamente, da Piero Bitetti.
La fumata bianca è arrivata dopo circa due ore di assemblea pubblica, svoltasi nella serata del 3 giugno, e dopo che da questa, durante il dibattito, è arrivata chiara e netta la volontà di indirizzare i propri voti sul candidato del centrosinistra per due motivi: il primo, perché Bitetti ha effettuato un’inversione a “u” accettando i punti fondamentali del programma pentastellato ovvero no alla revisione dell’Aia per l’ex Ilva, no alla nave rigassificatrice, no al dissalatore sul fiume Tara, no al Comparto 32, sì al reddito di cittadinanza comunale; il secondo, perché no non è proprio cosa che la città cada nelle mani del centrodestra. Quello stesso centrodestra «che oggi parla di reddito di cittadinanza comunale quando a livello nazionale lo ha abolito», è stato sottolineato. 
Concetti, quest’ultimi, ribaditi a più riprese dal sen. Mario Turco. «Il nostro appoggio non significa entrare in maggioranza. Non significa accettare degli incarichi di governo ma significa, semplicemente, scongiurare che il Comune di Taranto venga governato dalla Lega e da Vannacci. Non vogliamo vederli qui lunedì sera sventolare la bandiera della vittoria», ha voluto ribadire il vicepresidente nazionale del M5S. Che a proposito di vittoria ne rivendica due: quella del risultato riportato dalla candidata sindaca Annagrazia Angolano con il suo 11% di consensi «quando il centrosinistra non ci accreditava più del 2-3 per cento»; quella di aver visto il candidato del centrosinistra ritornare sui propri passi e sposare i temi del programma elettorale pentastellato.
Vittoria, però, dal retrogusto amaro perché quel programma sul tavolo del centrosinistra, prima ancora che si decidesse chi sarebbe stato il candidato sindaco, lo avevano portato e proposto al resto della coalizione.
Adesso, però, ci sarà da vigilare, qualora Bitetti dovesse spuntarla al ballottaggio su Tacente, affinché i temi sposati dal candidato del centrosinistra «possano cominciare a vedere la luce», ha sottolineato all’assemblea cittadina Angolano. Anzi, ha subito aggiunto, «sin dal primo Consiglio comunale esigeremo che i nostri temi vengano subito messi in agenda», è il guanto di sfida lanciato dalla candidata sindaca pronta a dare battaglia consapevole che nel suo ruolo di consigliera comunale di opposizione («avrebbe potuto accettare la proposta di ricoprire la carica di vicesindaco ma che coerente con i valori del Movimento ha rifiutato», ha fatto presente all’assemblea il coordinatore regionale M5S, Leonardo Donno) sarà sostenuta «dalle diecimila persone che mi hanno votata. Porterò – ha concluso Annagrazia Angolano – il Consiglio comunale tra la gente».

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