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Riflettori puntati sul decoro urbano e, soprattutto, sulla crisi del commercio e sul fatto che Taranto non sembra essere una città a misura di giovani.

Tanti sono, infatti, i nostri ragazzi che per studiare o per affermarsi nel campo lavorativo sono costretti ad abbandonare la città dei due mari. E se per il candidato sindaco del centrosinistra, Piero Bitetti, è opportuno rafforzare i servizi universitari e l’offerta formativa, per Francesco Tacente, candidato della coalizione civica-centrodestra, è necessario che Taranto diventi sede di Università autonoma.

Ecco cosa hanno risposto i due candidati sindaco, che si confronteranno nel ballottaggio dell’8 e 9 giugno, hanno risposto alle domande di Cronache tarantine.

 

Decoro urbano: quali iniziative contate di mettere in campo.

Bitetti: «Faremo una pulizia intensiva e sistematica di marciapiedi e strade, interverremo sulla segnaletica stradale per renderla ben visibile, faremo una ricognizione completa del sistema di illuminazione cittadino al fine di progettare gli interventi necessari per renderlo efficiente. Nei primi 100 giorni daremo il via a un piano straordinario di decoro urbano e sicurezza, coinvolgendo anche associazioni e cittadini in patti per la cura dei quartieri».

Tacente: «Integrazione tra manutenzione ordinaria e rigenerazione urbana. Il nostro impegno sarà indirizzato verso obiettivi chiari e tangibili: più verde urbano, quartieri curati, spazi pubblici per le famiglie e una Taranto sempre più pulita grazie a un forte rafforzamento della raccolta differenziata che farà risparmiare i cittadini sulla tassa dei rifiuti. Il decoro è un diritto, non un lusso. Per noi è una pratica fondamentale per la gestione sostenibile dei rifiuti e va perseguita con caparbietà, affiancando una costante opera di informazione e sensibilizzazione gli utenti. Si può fare, in tal senso, tesoro dell'esperienze accumulate che comprendono sia elementi di positività che alcune negatività da correggere».

 

Da una recente inchiesta del Sole 24Ore è emerso che Taranto non è una città per giovani.

Bitetti: «Le politiche giovanili sono al centro del nostro programma. Dobbiamo coinvolgere i giovani immaginando spazi fisici per la creatività, anche all’aperto, a loro destinati. Dialogheremo con le scuole e il polo universitario, realizzeremo una proposta culturale che metta al primo posto i bisogni dei ragazzi. Questo si può fare esercitando la politica dell’ascolto. Naturalmente la questione di fondo è sempre la stessa: creare occasioni di lavoro soddisfacenti per far sì che i nostri ragazzi scelgano di restare a Taranto. Rafforzeremo i servizi universitari, l'offerta formativa e i luoghi per la socialità e la crescita».

Tacente: «Il futuro nasce investendo nei giovani, nella creatività e nella formazione di eccellenza. Il Parco della Musica situato ai BAC - ex baraccamenti Cattolica, sarà trasformato in un grande centro dedicato alle arti, alla cultura e alle tecnologie. Un polo innovativo dove i talenti tarantini potranno emergere, costruendo nuove opportunità per sé e per tutta la città. Quando parliamo di Taranto accogliente, che è uno dei pilastri nel nostro programma elettorale, pensiamo a una città culturale e universitaria, quella che in un prossimo futuro faremo diventare un’Università autonoma se pensata per un’offerta distintiva e qualitativa con una destinazione concreta nel mondo del lavoro. Pensiamo a investimenti su cultura, sport, housing sociale. Un piano giovani che non sia solo marketing. I giovani devono voler restare, non fuggire».

 

A Taranto negli ultimi tempi hanno abbassato definitivamente le saracinesche numerose attività commerciali, soprattutto quelle di vicinato.

Bitetti: «Il commercio è in crisi per varie ragioni, penso per esempio all’impatto degli acquisti online. Ma c’è dell’altro: una città più sicura favorisce certamente il commercio, così come poter disporre di un numero sufficiente di parcheggi per coloro che vogliono recarsi in centro o nelle altre zone della città ad alta densità commerciale. A questo si aggiungeranno misure economiche dirette, come incentivi per le nuove aperture, bandi per locali sfitti, e campagne per il rilancio dei mercati di quartiere».

Tacente: «La nostra coalizione considera il settore del commercio di prossimità un ambito degno di una attenzione specifica sia per il momento di forte criticità che esso attraversa con conseguenze rilevanti sul piano dell'economia locale e dei livelli di occupazione del settore, sia perché la vitalità del commercio significa vitalità e vivibilità dell'intera città. Tutte le attività commerciali senza distinzione alcuna sono patrimonio comune della collettività e talvolta ne costituiscono segno distintivo e caratterizzante. L'amministrazione si impegnerà a concorrere con tutti gli operatori del settore alla formulazione di un piano che consenta una migliore fruibilità degli esercizi da parte dei clienti e consumatori. Andranno valutate anche misure con riferimento alla fiscalità comunale che possano rivitalizzare il settore. Importanti sono le questioni legate alla viabilità, ai trasporti pubblici ed ai parcheggi e abbiamo le idee chiare su come agire».

 

(Le precedenti interviste sono state pubblicate il 3 giugno 2025 – Ilva, rigassificatore, dissalatore – e il 4 giugno –  porto, turismo e trasporti)

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