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In una città alle prese con un altissimo tasso di disoccupazione, più alto di quello nazionale (13,3% contro l’8,2%), la possibile ricetta perché si possa invertire la tendenza i due candidati a sindaco, Piero Bitetti (centrosinistra) e Francesco Tacente (civici e centrodestra insieme), la individuano nella Green e nella Blue economy.

Posizioni identiche, anche se con qualche sfumatura diversa, Bitetti e Tacente l’hanno sul Comparto 32 mentre c’è la consapevolezza che il prossimo sindaco di Taranto dovrà fsre i… conti con un bilancio comunale asfittico.

 

A Taranto il tasso di disoccupazione è del 13,3% rispetto al dato nazionale che è dell’8,2%. Aumenta il numero dei cassintegrati.

Bitetti: «Se il sistema industriale va in difficoltà è chiaro che aumenta il numero di disoccupati e cassintegrati. Ovviamente i lavoratori e le loro famiglie vanno aiutati, nessuno va lasciato indietro. Ma il lavoro si crea con lo sviluppo, con l’insediamento di nuove imprese. Per questo vogliamo favorire la diversificazione economica, investendo su settori nuovi: green economy, blue economy, cultura e innovazione. Lavoreremo per attrarre fondi, agevolare start-up e creare reti tra imprese, università e istituzioni».

Tacente: «Attraverso la Green economy, la Blue economy e il rilancio delle eccellenze locali. Basta parlare solo di acciaio. Taranto ha potenzialità enormi, anche nel turismo e nell’innovazione. Ribadiamo che bisogna rendere il territorio attrattivo e agevolare gli investimenti dei privati. Se si aprono i cantieri si crea lavoro. Una grossa mano la daranno i finanziamenti previsti da fondi europei, Pnrr e Cis, che devono diventare leva occupazionale reale, non soldi sprecati. Poi il nuovo Tecnopolo di Taranto svolgerà un ruolo fondamentale nella nuova economia legata all’idrogeno green».

 

Come trasformare Taranto da città sul mare a città di mare? Contate di puntare sulla Blue economy? E come intendete farlo?

Bitetti: «Riqualificazione del waterfront, sostegno ai servizi turistici legati al mare, riorganizzazione di tutti i punti di approdo, ridare un nuovo volto a tutti gli affacci marittimi con passeggiate attrezzate e verdi. A questo aggiungiamo il nostro impegno per la Blue economy: energie marine, cantieristica sostenibile, pesca innovativa, formazione specialistica. Il mare deve tornare a essere la nostra risorsa centrale, non un fondale ignorato».

Tacente: «Il mare è la nostra ricchezza. L'obiettivo è promuovere e realizzare un nuovo rapporto tra la città e i suoi mari finalmente strutturale e di sistema. Elaborare un Piano del Fare capace di coinvolgere tutti i soggetti oggi presenti sul territorio, sia istituzionali sia privati (la Marina Militare, le Sovrintendenze, la grande industria, l’intero comparto produttivo legato alla risorsa mare, compresi gli operatori del turismo balneare, i mitilicoltori, le associazioni di categoria), nella tutela e la valorizzazione dei beni paesaggistici insistenti e di prossimità.

L'idea guida dovrà tendere alla riappropriazione delle aree di pregio naturalistico, ricche di importanti elementi di archeologia industriale, da acquisire tramite lo strumento del federalismo demaniale, e da valorizzare con l'ausilio di specifiche operazioni in partenariato pubblico-privato.

Nell’ambito del processo di riappropriazione delle aree di pregio naturalistico, ampio spazio dovrà essere dato alla realizzazione del Piano di Gestione del Parco Naturale del Mar Piccolo, attraverso il quale trasformare la tutela in opportunità».

 

Comparto 32: come vi muoverete?

Bitetti: «La nostra posizione è netta: no assoluto al consumo di suolo. Il Comparto 32 non può essere l’ennesima occasione di speculazione edilizia. Serve una visione di città che rigenera l’esistente, che recupera e valorizza ciò che già c’è, senza costruire nuovo cemento dove non serve».

Tacente: «Bisogna consumare meno suolo possibile e quindi solo i servizi ritenuti necessari per mettere in connessione l'ospedale San Cataldo che doterà Taranto non solo di un'offerta sanitaria di eccellenza ma di nuovi posti di lavoro per medici, infermieri e Oss. La città deve mantenere la sua conformazione».

 

Il bilancio del Comune di Taranto non permette voli pindarici dati i ristrettissimi margini di manovra. Un bel grattacapo.

Bitetti: «Il bilancio del Comune di Taranto non permette voli pindarici, ma ciò non significa che dobbiamo rinunciare ad agire. Lavoreremo per rendere la macchina comunale più efficiente e capace di attrarre finanziamenti. Costituiremo una task force dedicata alla progettazione europea e al Pnrr, ridurremo gli sprechi, digitalizzeremo i processi e costruiremo alleanze istituzionali per moltiplicare le risorse. Servono rigore e visione, non improvvisazione».

Tacente: «Con una gestione rigorosa, senza sprechi, e una visione chiara per attrarre investimenti esterni. Bisogna rendere il Comune affidabile, efficiente, con una struttura tecnica all’altezza. E poi usare bene ogni euro europeo disponibile».

 

(Le precedenti interviste sono state pubblicate il 3 giugno 2025 – Ilva, rigassificatore, dissalatore –,  il 4 giugno 2025 – porto, turismo e trasporti – e il 5 giugno 2025 – politiche giovanili, decoro urbano e crisi del commercio)

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