CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Niente da fare per i cinque requisiti referendari. Alla chiusura delle urne, su scala nazionale il Referendum si è fermato al 30,57% non raggiungendo, quindi, il quorum del 50%+1 degli elettori.
A Taranto, invece, con molta probabilità, la consultazione referendaria ha beneficiato del traino del ballottaggio per l’elezione del sindaco di Taranto. Infatti, nel capoluogo ionico la percentuale, a seconda del quesito, si è attestata tra il 44,84% e il 44,86%.
Così nel dettaglio:
il primo quesito (Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione) ha fatto registrare il 44,86%% (in tutta la provincia 34,31%);
al secondo quesito (Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale) ha votato il 44,85% (in provincia il 34,31%);
al terzo quesito (Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi) il 44,85% (in provincia il 34,31%);
al quarto (Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell'appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione) il 44,84% (in provincia il 34,31%);
al quinto (Cittadinanza italiana – Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana) il 44,86% (in provincia il 34,30%).