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«In questi giorni i “politologi del fine settimana” si sono scatenati con le loro approfondite analisi, così come i vili che, dopo essere stati nascosti nell’ombra ed, accondiscendenti, hanno condiviso tutte le scelte, dopo si sono trasformati in “leoni” rivendicando la loro “scienza” politica. 


Cari amici, chi mi conosce sa bene che sono abituato a metterci la faccia sempre, per cui è mio preciso dovere chiarire alcuni aspetti».
Dario Iaia, parlamentare e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia non le manda a dire. Sottoposto ad un fuoco di fila dopo la mancata elezione a sindaco di Francesco Tacente, sostenuto al ballottaggio con un apparentamento ufficiale dal momento che al primo turno il partito di Giorgia Meloni, insieme a Forza Italia, Noi moderati e Pli, aveva sostenuto un proprio candidato: l’ex presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro.
«Fratelli d’Italia, a tutti i livelli, assieme ad altre forze politiche del centrodestra  - tuona l’on. Iaia in un post pubblicato sulla sua pagina facebook -, ha ritenuto e ritiene che la coalizione avrebbe dovuto percorrere ed interpretare convintamente la strada del cambiamento rispetto al passato: vale a dire proporre alla città un candidato che fosse chiaramente espressione del centrodestra per aggregare, in seguito, sulla condivisione del programma, altre forze civiche». 
Ed è da questo ragionamento, spiega Iaia , che è nata la candidatura dell’amico fraterno Luca Lazzàro «che, assieme agli amici della coalizione, ha condotto una campagna elettorale straordinaria, raccogliendo oltre 2650 voti più della coalizione, con Fratelli d’Italia secondo partito in città. Chiaramente, nell’analisi del voto, non si può prescindere dalla presenza di ben 17 liste civiche presenti in questa tornata elettorale. Altri amici del centrodestra non hanno condiviso questo percorso ed hanno deciso, legittimamente dal loro punto di vista, di intraprendere una strada diversa con il candidato Tacente», ricorda il parlamentare ionico di FdI con chiaro riferimento alla Lega di Salvini. Così come ricorda, nel suo breve excursus, che al secondo turno «ci siamo ritrovati tutti insieme, come blocco conservatore, al fine di fronteggiare il centrosinistra, sostenuto esternamente anche dal M5S. Anche in questo caso, lo abbiamo fatto in prima persona e senza infingimenti. Tutti sappiamo come è andata a finire». 
Ma quale è il quadro politico oggi in città? Semplice, per Iaia «è certamente più chiaro e con meno trasversalismi, salvo eventuali e possibili “salti della quaglia”: il centrodestra tarantino, dopo le scelte da me non condivise delle elezioni comunali del 2022, esiste ed è una realtà forte (ha raccolto qualche migliaio di voti meno del centrosinistra) su cui si può costruire e si è arricchito di due figure giovani e competenti, come Luca e Checco (Lazzàro e Tacente, ndc) , che sapranno farsi valere in consiglio comunale ed in città. Si poteva fare meglio? Sicuramente sì, ma il voto dei cittadini, almeno a me hanno insegnato questo, va sempre rispettato. Pertanto – conclude poi l’on. Dario Iaia -, formulo i migliori auguri di buon lavoro al sindaco Piero Bitetti, conscio che tutti, maggioranza ed opposizione, abbiamo il dovere di rilanciare Taranto e di lavorare tutti insieme per il raggiungimento di questo traguardo».

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