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Sono pronti a fare le barricate, «ma non per noi, per la città e per i tarantini», pur di provare a mettere un freno alla dilagante trasformazione del territorio di Taranto in area destinata ad ospitare discariche, impianti per il recupero di rifiuti inerti, navi rigassificatrici e chi più ne ha più ne metta.


Annagrazia Angolano, candidata sindaca del M5S, scalda i motori e fa prove di opposizione costruttiva e convoca una conferenza stampa a ridosso del giorno in cui, domani martedì 17 giugno, Piero Bitetti sarà proclamato ufficialmente sindaco di Taranto. «Al sindaco – dice mentre la sala del comitato di corso Umberto angolo via Duca degli Abruzzi va sempre più affollandosi di simpatizzanti e cittadini – auguriamo buon lavoro. Abbiamo visto che ha già cominciato a partecipare a iniziative mondane (il riferimento è alla presentazione dell’edizione 2025 di Medimex, ndc). Questo ci fa piacere. Immaginiamo che possa interessarsi anche di questioni ben più gravi e importanti che hanno a che fare con la salute dei cittadino. Sappiamo – ha aggiunto – che mercoledì (il 18 giugno, ndc) il sindaco sarà a Roma per parlare con il ministro Urso di Ilva e noi ci auguriamo davvero che Bitetti mantenga fermamente gli impegni che ha preso con il Movimento 5 Stelle o, meglio, con la città».
Ilva sulla quale è entrato a gamba tesa anche il sen. Mario Turco, presente anche lui alla conferenza stampa, che alla premier Meloni e al suo governo non le manda a dire. «Ci troviamo di fronte – ha detto senza mezzi termini il vicepresidente nazionale M5S – all’ennesimo decreto fuffa perché non si stanziano risorse sufficienti per il risanamento e la riconversione green dell’impianto, si toglie la speranza dell’idrogeno verde e quale prospettiva futura si conferma un’Aia che presenta una serie di lacune. Noi – ha aggiunto il parlamentare tarantino – denunceremo alla Commissione europea la mancata partecipazione dei cittadini nel processo autorizzatorio e nelle prossime settimane, chiederemo la nazionalizzazione dello stabilimento, un impegno di spesa di oltre 6 miliardi di euro che servono per la riconversione green a idrogeno dello stabilimento e il ripristino dei 400 milioni di euro per le bonifiche a tutt’oggi ferme».
Il vero punto dell’intera questione, è tornata a bomba Annagrazia Angolano, è dato dai regalini, incartati subito dopo la campagna elettorale come «il 7% dell’incremento della Tari quando a Taranto da ben 17 anni si pagano tariffe maggiorate di Tari, appunto, di Imu, di Irpef a causa del fallimento finanziario delle forse di centrodestra (il riferimento è al dissesto finanziario durante il Di Bello bis, ndc). Ci siamo ritrovati – ha aggiunto – con l’autorizzazione alla Marina militare per gli scarichi a mare; con la proposta, peraltro già autorizzata a seguito di una conferenza dei servizi, quindi con tutto l’iter procedurale e amministrativo già decorso, per un nuovo impianto di trattamento di rifiuti inerti nella zona del Mar Piccolo, a quasi 900 metri dall’abitato del quartiere Paolo VI».
Tutti fatti che nel silenzio hanno trovato un prezioso alleato. E quando accade questo «evidentemente c’è più di qualcuno che intende approfittare delle varie situazioni per trarre profitto. Non possiamo più permettere – ha sottolineato con vigore Angolano – che il profitto comandi sulle vite dei tarantini, non possiamo più permettere che qualcuno decida per noi e che dia il via ad iter amministrativi dei quali veniamo a conoscenza perché pubblicati sull’Albo pretorio guarda caso dopo la campagna elettorale».
Ed è per dare una spallata al silenzio che il M5S si prepara a risvegliare le coscienze dei tarantini. «Se gli altri vogliono continuare a rimanere silenti e… tacenti – ha sottolineato la pasionaria Angolano con un fine gioco di parole – noi no perché noi siamo diversi e siamo pronti a mettere in atto tutte quelle misure che la legge e gli iter procedurali amministrativi ci danno la possibilità di seguire. Dopodichè – ha concluso Annagrazia Angolano – se non otterremo una risposta congrua, se il sindaco Bitetti non sarà disposto ad accompagnarci in questa fase a tutela dei cittadini di Taranto beh…. allora sì, a quel punto pensiamo davvero di poter mettere in atto delle proteste che facciano parlare di una Taranto che, finalmente, reagisce».
Il M5S è pronto alle barricate. Sta al sindaco Bitetti decidere se salirci sopra «e accogliere il grido di dolore della città». Se così non sarà «ci regoleremo di conseguenza»

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