CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
«Ho ascoltato attentamente le ultime dichiarazioni del presidente Michele Emiliano, relativamente all’Accordo di programma per Taranto e spero di poter confidare sulla posizione ferrea del sindaco Piero Bitetti che, peraltro, ha sottoscritto un impegno con la città, prima della fase del ballottaggio, a favore di una tutela ambientale, senza se e senza ma».
A poche ore dalla conclusione del vertice barese sull’Accordo di programma interistituzionale, convocato dal presidente della Regione e al quale sono stati invitati gli enti locali e le organizzazioni sindacali, Annagrazia Angolano, già candidata sindaca del M5S, non ha perso tempo ed è subito intervenuta perché le dichiarazioni di Emiliano, secondo cui “Tutti gli enti locali sono favorevoli all’accordo di programma… Bisognerà solo discutere su dove posizionare la nave rigassificatrice…” l’hanno lasciano a dir poco perplessa.
«Sconcertante – sottolinea Angolano - è poi l’accoglimento di continuare a utilizzare il carbone per altri 14 anni, così come la proposta dello stesso governatore di Puglia di trasformare l’ospedale SS. Annunziata in un Irrcs, così finalmente noi tarantini potremo disporre di un centro altamente qualificato e specializzato nella cura delle patologie, a prevalenza oncologica, causate dall’inquinamento della grande industria. Quindi, in buona sostanza, - è il commento sarcastico dell’esponente del M5S - dovremmo accettare l’accordo ammazza-tarantini proposto dal Governo, perché in cambio qualcuno ha pure pensato di fornirci il posto giusto dove curarci! Tutto questo è inaccettabile perché non si eliminano i rischi all’ambiente e alla salute dei cittadini e lavoratori».
Per cui, sottolinea ancora Annagrazia Angolano, è questa «la grande soluzione che dovrebbe, da tarantini, farci accettare quel piano che contempla produzione a carbone, rigassificatore (“sì, ma più a largo…”) e dissalatori (sì, ma la salamoia si può stoccare e non versare in mare…”)?».
Sicuramente no perché Taranto «merita rispetto e non può subire altri sacrifici di qualunque sorta. Per questo chiediamo anche alle altre forze progressiste della maggioranza di rifiutare la proposta di accordo di programma così come proposta dal governo Meloni e accolta favorevolmente dal presidente Emiliano. È bene che il sindaco Piero Bitettive la sua maggioranza chiariscano la posizione sulla questione in maniera trasparente e partecipata, evitando che la decisione sia calata dall’alto. La città – conclude Angolano - ha sete di giustizia sociale e non vuole continuare a riempire, con i propri cari, un ospedale per la cura di patologie causate dall’inquinamento industriale».
Battista (Lega): “Sull’accordo di programma il sindaco è già in confusione”
È un attacco in piena regola quello che Francesco Battista, segretario cittadino della Lega, sferra al sindaco Piero Bitetti, quando ricorda che lo scorso 29 giugno il primo cittadino «dichiarava in modo netto: “No ai ricatti, sì alla nazionalizzazione” e aggiungeva: “Non permetterò che Taranto sia di nuovo trattata come una moneta di scambio”. Oggi (1 luglio, ndc) invece, - sottolinea Battista - il presidente Emiliano ha convocato a Bari e non a Taranto, come sarebbe auspicabile per rispetto verso il nostro territorio, un incontro per discutere il futuro della città. Al termine, ha espresso apertura verso un accordo con il governo, a condizione di ottenere una deroga sulle assunzioni in sanità e il posizionamento in sicurezza della nave rigassificatrice».
Alla luce di ciò, fa presente Battista, di fatto «Emiliano smentisce Bitetti: nessun accenno alla nazionalizzazione mentre al centro del dibattito pone un vero e proprio scambio con Roma su altri temi. È evidente a chiunque osservi con obiettività – conclude il segretario cittadino della Lega - che le due posizioni sono inconciliabili. Ora Bitetti dovrà chiarire se intende mantenere la propria linea oppure adeguarsi alla posizione del presidente Emiliano».