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Ormai volano gli stracci e la  frattura all’interno di Demos, il movimento che ha eletto in consiglio comunale Gianni Liviano, sembra ormai difficile da ricomporre.

Tutto è partito dalle dimissioni dalla direzione cittadina di tre esponenti di spicco di Democrazia solidale: l’ex presidente dell’Ordine dei medici, Mimmo Nume, del sindacalista della Cgil Mino Bellanova e di Ignazio Aprile. Il motivo delle dimissioni? L’essersi Demos, hanno spiegato i tre dimissionari nei giorni scorsi, discostato  dai valori fondanti che sono la forza di Demos ovvero il valore della “Forza del Noi” quale cifra irrinunciabile delle scelte e delle progettualità politiche. «Abbiamo assistito negli ultimi mesi – scrivevano Nume, Bellanova e Aprile-, e purtroppo tuttora, al succedersi di episodi ed occasioni nel corso dei quali a nostro avviso ha prevalso, e prevale, la logica di una comunità politica basata sull’io, da noi vissuta come espressione di “un uomo solo al comando”».

Parole forti (ma in realtà i mal di pancia erano cominciati già qualche giorno prima con un forte botta e risposta su facebook tra Nume e Bellanova, da una parte, e Liviano, dall’altra) alle quali non è mancata un’altrettanta energica risposta da parte del segretario regionale di Demos Bruno Pastore, della segretaria provinciale Alessandra Lorusso, e del segretario cittadino Saverio Todaro.

«Comprendiamo che nella vita di un partito, all’esito delle consultazioni elettorali, le aspettative di elezione disattese ed il mancato raggiungimento del risultato elettorale, creino delusioni ma le ragioni di questo risultato personale vanno cercate altrove (evidentemente nel proprio elettorato e nella capacità di ciascuno di condurre la propria campagna elettorale e di creare consenso) e non certo addebitate ad un partito che si è speso per tutti i candidati e le candidate offrendo e mettendo a disposizione di tutti e di tutte i medesimi strumenti anche di natura economica» vanno giù duro Lorusso e Todaro che parlano di «narrazione distorta che non rispecchia la realtà dei fatti».

Per Demos, spiegano i tre segretari, l’aspetto partecipativo e il “Noi” sono sempre stati la stella polare tanto è vero che durante le ultime consultazioni elettorali «il processo partecipativo e democratico ha condotto alla sofferta rinuncia alla candidatura  di Liviano a sindaco della città in vista di un più ampio lavoro sinergico intrapreso con le forze delle coalizione».

E sempre questi due princìpi sono stati alla base delle scelte, aggiungono Pastore, Lorusso e Todaro, «allorquando siamo venuti a conoscenza dalla stampa (e non certo tramite processi di democrazia interna) della circostanza che un candidato del partito (Cosimo Nume, ndc), e contestualmente componente degli organi territoriali, aveva prestato il proprio assenso alla propria candidatura a sindaco del Movimento 5 stelle». Discussione che ha portato alla scelta di accettare comunque in lista la candidatura «convinti, come siamo, che la relazione tra persone e la condivisione di percorsi e progetti vengano prima  di azioni o comportamenti fatti in maniera evidentemente superficiale ed estemporanea e, tuttavia, abbiamo pagato il prezzo politico che ci è stato richiesto, accettando la candidatura a capo lista».

Secondo Pastore, Lorusso e Todaro, dietro le dimissioni dei tre componenti ci sarebbe «la reale finalità di tale comunicazione tesa al perseguimento, a poche ore dalla composizione della Giunta, di altro obiettivo che nulla ha a che fare con il tanto declamato Noi e tanto meno con i processi democratici.  Ma gli individualismi – concludono -, lo abbiamo sempre dichiarato, non ci appartengono».

 

Pd, Contrario in disaccordo con il partito per la nomina ad assessore di un esterno

Il tempo di rendere nota la squadra di assessori che affiancherà il sindaco Bitetti nell’amministrazione della città che in casa Pd si è subito sollevato un polverone. Ad alzarlo è stato Luca Contrario, primo dei non eletti e consigliere nonché capogruppo comunale uscente, il quale non ha condiviso la nomina ad assessora di Federica Stamerra, figura esterna e non eletta né tantomeno candidata con il Partito democratico alle recenti elezioni amministrative, nominata su indicazione del consigliere Enzo Di Gregorio.

Dichiarazioni ufficiali sulla questione Luca Contrario preferisce non rilasciarle ma che da parte sua sia in atto una profonda riflessione non ci piove. Quello che all’ex consigliere comunale (che comunque farà parte del prossimo Consiglio comunale con molta probabilità, a questo punto, nel gruppo Misto di maggioranza) non è andato giù è stato il metodo con il quale si è giunti all’indicazione di Federica Stamerra, docente universitaria. «Ho sempre contestato il metodo Melucci con la nomina di persone di riferimento di singoli consiglieri e ora ritrovo lo stesso modus operandi all’interno del Pd», avrebbe manifestato Contrario a persone a lui vicine. « È un offesa alla democrazia, è un’offesa per le regole del partito, è un’offesa anche per la nostra area, Una strada diversa, che è stata totalmente esclusa sia dalle scelte che dalla condivisione del metodo con il quale si indicavano i possibili assessori», avrebbe aggiunto.

 

Battista (Lega) sulla nomina degli assessori: “Dal cambiamento al dèjà vu”

«La recente composizione della giunta del sindaco Piero Bitetti desta riflessione e non poche perplessità. Tra le prime nomine del Sindaco spiccava quella di Gianni Florido, già protagonista della scena politica cittadina e provinciale in passato, oggi investito del ruolo di consigliere personale del primo cittadino. A lui si affianca oggi una squadra di assessori che, per larga parte, richiama volti noti delle precedenti amministrazioni Stefàno e Melucci».

Ad esprimere un giudizio poco lusinghiero sulle scelte operate dal sindaco Bitetti è il segretario cittadino della Lega, Francesco Battista, che parla di ritorno al passato e di promessa di discontinuità «che  sembra cedere il passo a una formula politica già sperimentata, che riporta al centro figure che hanno già avuto modo di incidere, nel bene e nel male, sulla vita amministrativa della città. Inoltre – prosegue Battista -, nella quota Pd della giunta è stata nominata Federica Stamerra, espressione diretta del consigliere comunale Di Gregorio. Un caso emblematico di quel metodo di gestione del potere tanto contestato a Melucci dal Partito democratico che oggi, invece, sembra adottarlo con disinvoltura e senza alcun imbarazzo»..

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