CRONACHE TARANTINE
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Solo a leggere la delega che gli è stata assegnata ci si impiega svariati secondi: Attività Produttive per Blue economy, Economia di prossimità per il Commercio e l’Artigianato, Rapporti Istituzionali con la Regione in materia di sviluppo e occupazione. Francesco Cosa, eletto in Consiglio comunale con la lista civica Per Bitetti e poi promosso assessore comunale, non si scompone più di tanto.
Del resto l’incarico di assessore (allo Sport e alle Politiche giovanili) lo ha già ricoperto quando ad amministrare la città era Ezio Stefàno.
Francesco Cosa, per lei un nuovo ritorno in una giunta comunale. Quali sensazioni prova?
«Belle che, al tempo stesso, ti pongono davanti ad una serie di responsabilità. Non nascondo che il compito che ci troviamo a dover affrontare è molto gravoso».
Sicuramente ci sono delle priorità nell’azione amministrativa. Lei da quale partirà?
«Quella di sistemare la macchina amministrativa perché dal suo buon funzionamento dipende l’andamento di un’amministrazione e l’operatività della stessa giunta comunale. C’è da risistemare Direzioni e servizi spesso trasferiti, dalla sera al mattino, da una competenza all’altra dalla precedente amministrazione. Un compito che non mi spaventa. Sono pronto a rimboccarmi le maniche».
Tra le sue deleghe c’è quella all’Economia di prossimità per il commercio. Sappiamo delle difficoltà in cui si dibattono i negozi di prossimità. Ha già in mente qualche soluzione?
«Dalla prossima settimana incontrerò tutte le associazioni di categoria, che ho già sentito per le vie brevi. Mi è stata da loro manifestata la volontà di collaborare con l’amministrazione. Dopo gli incontri metteremo, sicuramente, in cantiere una serie di iniziative a favore del commercio che riguarderanno il Borgo e la città vecchia ma anche quartieri come Talsano per il quale abbiamo già in mente un’iniziativa».
Quale?
«Con l’assessore Gianni Cataldino ho approfondito la possibilità di realizzare un mercatino dell’artigianato per dare una risposta al settore e creare un’armonia diversa nei luoghi in cui queste iniziative si vanno ad organizzare»
Assessore Cosa, tra le sue deleghe c’è anche quella alla Blue economy. Un tema, questo, spesso abusato per parlare di rilancio della città in chiave anti monocoltura dell’acciaio. Come intende muoversi su questo versante?
«La Blue economy può essere davvero la chiave di volta per la città di Taranto. Quando parliamo di Blue economy parliamo di tutta una serie di attività ad essa connesse, penso alla mitilicoltura e alla pesca ma anche riqualificazione della costa, per cui metteremo mano al Piano delle coste, senza tralasciare il porto. A breve con il sindaco Bitetti avremo un’interlocuzione con il commissario dell’Autorità di sistema portuale».
Taranto, città circondata dal mare. Idee per utilizzare al meglio questa risorsa non solo dal punto di vista produttivo e turistico?
«Sì, penso agli sport acquatici che possono essere un traino all’economia locale. Ho incontrato i dirigenti comunali per fare una ricognizione dei fondi ex Ilva e di quelli previsti dal Just transition fund. Questi ultimi prevedono una dotazione finanziaria di 24 milioni di euro + 24 per la riqualificazione del primo e secondo seno del Mar Piccolo con i relativi punti di approdo, il mercato ittico ecc.».
Forse serve una sorta di piano strategico dal momento che alcuni interventi coinvolgono altri uffici e assessorati diversi dal suo?
«Assolutamente sì. Tutte le azioni che vengono messe in campo devono essere coordinate con quella che è la programmazione dell’amministrazione comunale e non cadere nell’errore di ragionare per compartimenti stagni ma fare rete tra le Direzioni. Inoltre diventa fondamentale il rapporto con la Regione Puglia».
Argomento, questo, che rientra nella delega assegnatale dal sindaco.
«Esattamente. Senza perdere tempo la prossima settimana contatterò gli uffici competenti per un incontro. La Regione è ente intermedio rispetto al governo e può contare su cospicui canali di finanziamento di attività che possono tornare utili per il nostro lavoro».
Le sembra normale che una città di mare (o forse sarebbe il caso di dire sul mare) non abbia un suo mercato del pesce, fatto naturale per altre città marinare italiane?
«Un grande regalo per la comunità deve essere un mercato che sia, al tempo stesso, bello da vedere e funzionale allo scopo. Ovviamente, per la sua collocazione, pensiamo sempre alla città vecchia. In ogni città turistica italiana ed estera il primo attrattore è proprio il mercato del pesce. Ad esempio, quando ero in servizio a Catania, la prima tappa per i crocieristi che arrivavano era proprio al mercato del pesce».
Il luogo ideale potrebbe essere piazza Fontana oppure la pensilina Liberty poco distante da lì?
«Ci stiamo ragionando anche se sto valutando uno spazio le cui dimensioni sono ideali ma, per il momento, preferisco non renderlo noto anche perché nei prossimi giorni conto di effettuare un sopralluogo».