CRONACHE TARANTINE
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Fastidio, no. Dispiaciuta, sì. Federica Stamerra, giuslavorista, fresca di nomina ad assessora comunale al Patrimonio, al Personale e alle Politiche del lavoro, il bailamme scatenato intorno alla sua nomina su indicazione del consigliere comunale e regionale Enzo Di Gregorio (e non come deciso in un primo momento all’interno del Pd e cioè eletti o, comunque, candidati nelle liste del partito) le ha procurato più dispiacere che fastidio perché, spiega, «ci si è concentrati più su questo aspetto, cioè che fossi stata nominata come esterno e non per essere stata tra gli eletti, piuttosto che sulle mie competenze e senza capire le ragioni per le quali sono stata scelta».
Tra le sue deleghe c’è quella alle Politiche del lavoro. Un impegno non da poco.
«Credo innanzitutto che la linea da seguire, e che seguirò, sia quella della partecipazione, della collaborazione e del coordinamento. Così intendo impostare la mia linea d’azione con il coinvolgimento delle parti sociali, che per me è il punto di partenza, e poi, ovviamente, il coinvolgimento delle istituzioni. Ritengo queste le basi per impostare, sulle politiche del lavoro, una trattativa virtuosa ed efficace».
Patrimonio. Il Comune è proprietario di numerosi immobili fatiscenti in città vecchia. Per il recupero e la valorizzazione degli stessi intende proseguire sulla linea delle “case a 1 euro” o ha in mente altre soluzioni?
«Quello della case a 1 euro è solo uno degli strumenti possibili. La valorizzazione del patrimonio deve essere declinata e funzionale alla partecipazione sociale, alla valorizzazione dei percorsi di cittadinanza attiva e deve contribuire a risolvere l’emergenza abitativa. Per cui il recupero degli immobili deve essere funzionale e al servizio della comunità. Sicuramente quella dell’emergenza abitativa è quella che mi preme di più per cui, di concerto con l’assessorato alle Politiche abitative, metteremo in campo delle iniziative opportune».
Il problema atavico del Comune di Taranto è quello del sottodimensionamento degli organici.
«Mi sono appena insediata e, comunque, ho preso visione di quella che è la documentazione funzionale alla redazione del Piano di fabbisogno. Sicuramente entro la fine del mese potrò avere un quadro più esaustivo su quelli che sono i concorsi necessari per il funzionamento più efficace e più efficiente della macchina amministrativa. Per cui non posso dare risposte più esaurienti anche perché avrò incontri sia con i dirigenti che con il personale. Al di là del programma in definizione, credo molto nel benessere dei dipendenti. Oltre alla delimitazione numerica dell’organico credo nel fatto che il dipendente deve stare bene nel posto in cui presta servizio».
Come giudica la richiesta che il sindaco Bitetti avanzerà al ministro Urso e, cioè, di impiegare, ovviamente dopo un adeguato percorso di formazione e riqualificazione, il personale ex Ilva in esubero negli enti locali proprio per sopperire al deficit?
«Sono assolutamente d’accordo. È la proposta più razionale quella di dirottare manodopera che non può più proseguire nella propria attività lavorativa verso le necessità del mercato. Ovviamente questo deve passare attraverso un progetto personalizzato di ogni singolo lavoratore che deve tenere conto delle competenze e che consenta di valutare le alternative effettivamente disponibili. Perché, a prescindere dall’esito delle trattative in corso, noi abbiamo la responsabilità politica e sociale di garantire che nessuno verrà lasciato indietro».
Come?
«Sicuramente attraverso l’attivazione di un tavolo tecnico permanente a Taranto con il compito di realizzare, innanzitutto, una mappatura aggiornata delle professionalità attualmente impiegate in ex Ilva e nell’indotto. Soltanto con il tavolo tecnico e con la mappatura delle professionalità possiamo favorire in maniera vantaggiosa l’incontro tra domanda e offerta sul territorio. Il tavolo tecnico dovrà avere come fulcro lo sviluppo della resilienza dei lavoratori e deve essere non puramente istituzionale ma capace di valorizzare anche il contributo delle parti sociali. Vanno coinvolte anche le istituzioni, Regione, Comune, Arpal, sindacati, Inps, Confindustria, Confartigianato, Casartigiani, Confapi, istituti di formazione ecc. e i Comuni limitrofi perché da quelli proviene una parte significativa dei lavoratori ex Ilva».
Cosa ha provato quando il sindaco Bitetti le ha conferito la delega assessorile.
«Un’enorme soddisfazione. Sono onorata del compito che mi è stato attribuito e, ovviamente, metterò in campo tutte le mie competenze per offrire un contributo fattivo alla mia città».