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Foto Studio Ingenito

 

Non c’è Consiglio comunale che si rispetti senza botto. E quello tenuto a battesimo oggi 24 luglio non si è sottratto alla tradizione.

Giusto il tempo per il consigliere anziano Enzo Di Gregorio, chiamato a dirigere i lavori in Aula, di invocare Dio perché accompagni il sindaco Bitetti in questa difficile missione per la città e procedere alla convalida degli eletti, che dai banchi di maggioranza si è alzata, per chiedere la parola,  la manina della consigliera Bianca Boshnjaku.

Cosa avrà mai da dire, ora, si è chiesta la maggior parte dei presenti rimasta poi fulminata dalla rottura che la consigliera Boshnjaku ha subito consumato con il Pd, partito nella cui lista è stata candidata (è subentrata in Consiglio da seconda dei non eletti vista la promozione ad assessore di Mattia Giorno e Lucio Lonoce). «Pensavo di ritrovare una comunità unita e accogliente. Cosi non è stato. Ho vissuto sia durante la campagna elettorale che dopo in pieno isolamento. Non condivido atteggiamenti e dinamiche interne», ha detto annunciando la sua autosospensione dal Pd e l’ingresso nel Misto di maggioranza puntualizzando che la sua è stata «una scelta dolorosa e irrevocabile» e che la fedeltà al sindaco Bitetti «è immutata». E dire che nella precedente legislatura la consigliera Boshnjaku era stata espulsa dal Pd per aver votato a favore del bilancio dell’allora amministrazione Melucci salvo poi essere riaccolta subito dopo la conclusione anticipata del Melucci bis.

Scossone a parte, i lavori sono poi proseguiti all’insegna della pacificazione certificata dalla nomina all’unanimità di Gianni Liviano a presidente del Consiglio comunale e di Tiziana Toscano (espressione dell’opposizione) a vicepresidente. Per lei si è trattato di una riconferma dal momento che quel ruolo lo ha ricoperto nel precedente Consiglio comunale.

Ma la novità della legislatura, partita alle ore 10.25 del 24 luglio quando Enzo Di Gregorio ha acceso il microfono e scampanellato per richiamare l’attenzione dei consiglieri comunali (molti i volti nuovi, nutrita la presenza di donne, 10 circa un terzo del Consiglio), è stata l’apertura di credito da parte dei gruppi di opposizione al sindaco Bitetti, arrivata subito dopo l’esposizione delle linee programmatiche da parte del primo cittadino.

Fatta una piccola eccezione con l’intervento di Massimiliano Stellato di Forza Italia, che ha rimproverato al sindaco di aver promesso di dedicarsi al decoro urbano nei primi 100 giorni «ma ne sono già trascorsi 40 senza che si vedano risultati apprezzabili», dai banchi dell’opposizione si è alzato l’appello «ad essere coraggiosi e non complici (Luca Lazzàro, FdI)», ad affrontare «con determinazione la sicurezza, la riqualificazione delle periferie, la mobilità, i servizi, il decoro urbano (Massimiliano Di Cuia, FI)», ad «allargare la partecipazione ai cittadini magari convocando in piazza il Consiglio monotematico sull’Ilva (Annagrazia Angolano, M5S)», a riflettere «sull’importanza del nostro ruolo» e a non vanificare «il lavoro svolto per quanto riguarda il Jtf e le iniziative, bloccatesi, in occasione della nomina di Taranto a capitale italiana dello Sport (Gianni Azzaro, Riformisti ionici)», a «restituire dignità alla città (Giampaolo Vietri, FdI), ad utilizzare «il metodo del dialogo istituzionale (Francesco Tacente, Prima Taranto)». E, ancora ad occuparsi della Sanità «di cui non ho trovato traccia nelle linee programmatiche da lei indicate (Emiliano Messina, Udc)».

Appelli che il sindaco ha fatto suoi tanto che, al momento del voto in Aula, l’opposizione si è astenuta e il solo Di Bello ha votato a favore «ma resterò vigile perché davvero il sindaco metta mano a una nuova visione della città», ha subito precisato ai cronisti a microfoni spenti.

Mano tesa, quella delle opposizioni, che i consiglieri di maggioranza hanno subito stretto, piccole polemiche a parte che hanno lasciato il tempo che trovano.

 

Gli altri provvedimenti approvati

Tra gli altri provvedimenti all’ordine del giorno, i consiglieri comunali sono stati chiamati ad eleggere i componenti all’interno della commissione Elettorale (Marilena Devito, Pd; Vittorio Mele, CON; Adriano Tribbia, Prima Taranto) e i consiglieri supplenti (Patrizia Boccuni, Unire Taranto; Massimo Vozza, CON; Annagrazia Angolano, M5S).

Subito dopo è stata la volta della nomina della commissione comunale per la formazione dei Giudici popolari. Sono risultati eletti Virginia Galeandro del Pd e Francesco Tacente di Prima Taranto.

Al punto 9 dell’ordine del giorno c’era la costituzione della Conferenza dei capigruppo che risulta così composta:

Pd: Alexia Serio

Partito liberaldemocratico: Antonio Quazzico

Europa verde/AVS: Antonio Lenti

CON: Vittorio Mele

Per Bitetti: Cosimo Festinante

Unire Taranto: Patrizia Boccuni

Dc: Nicola Catania

Demos: Gianni Liviano

Udc: Emiliano Messina

Fortemente liberi: Salvatore Brisci

Riformisti per Taranto: Gianni Azzaro

Prima Taranto: Adriano Tribbia

Fratelli d’Italia: Giampaolo Vietri

Forza Italia: Massimiliano Di Cuia

Con Di Bello: Mirko Di Bello

M5S: Annagrazia Angolano

Misto di Maggioranza: Bianca Boshnjaku.

A chiudere i lavori della prima seduta del Consiglio comunale è stata l’elezione dei presidenti delle commissioni consiliari permanenti:

Ambiente: Giandomenico Vitale (Unire Taranto)

Assetto del territorio: Enzo Di Gregorio (Pd)

Bilancio: Luca Contrario (Pd)

Servizi: Giovanni Tartaglia (Per Bitetti)

Attività produttive: Nicola Catania (Dc)

Garanzia e controllo: Adriano Tribbia (Prima Taranto)

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