CRONACHE TARANTINE
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Sarà un Consiglio comunale su “inviti” il monotematico sull’Ilva in programma per mercoledì 30 luglio.
A deciderlo è stata la conferenza dei capigruppo che all’unanimità dei presenti – il solo consigliere comunale Antonio Lenti di Europa verde /AVS ha votato contro – ha deciso che ai lavori dell’Assise cittadina saranno invitate 30 persone individuate, nel rispetto delle differenti sensibilità presenti in città come ha avuto modo di spiegare il presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano.
Per cui ai lavori della massima assise interverranno 10 sindacalisti, 10 ambientalisti e 10 tra esponenti della Camera di commercio, dell’Asl di Taranto e dell’Arpa. Non solo perché nel corso del dibattito, che verterà principalmente sull’Accordo di programma interistituzionale per la cui definitiva firma è in programma a Roma, a Palazzo Piacentini sede del ministero delle Imprese e del made in Italy, il prossimo 31 luglio, sarà data la parola ad un esponente in rappresentanza dei sindacati, ad un esponente delle associazioni ambientaliste, a un rappresentante della Camera di commercio così come per Asl e Arpa.
Per quanto riguarda le associazioni ambientaliste da invitare, sono state individuate, spiega sempre il presidente del Consiglio comunale, di concerto con l’assessore comunale all’Ambiente, Fulvia Gravame, e su sua proposta sono state invitate quelle che hanno presentato opposizione nel procedimento per il rilascio ad ex Ilva dell’Autorizzazione integrata ambientale.
«Pertanto – ha spiegato Liviano - fatto sempre salvo il rispetto delle 30 persone previste dal regolamento, anziché fare entrare i prima 30 che arrivano, abbiamo deciso di suddividere il pubblico rispettando le differenti sensibilità».
Ma perché il numero 30? Perchè, ha ancora spiegato Liviano, in condizioni normali al Consiglio comunale possono accedere non più di 30 persone e sono ammessi all'ingresso i primi 30 che arrivano, quindi chiunque e in maniera incontrollata. Situazione questa che ha indotto alla soluzione poi scelta anche perché da parte delle autorità preposte alla sicurezza era stato suggerito al sindaco, per motivi di ordine pubblico visto l’argomento all’ordine del giorno toccare un tema sensibile, di convocare il Consiglio comunale a porte chiuse.
Ma giungere alla decisione che poi è stata presa non è stato facile. Durante la riunione dei capigrupp sono emerse, infatti, diverse proposte. Alcuni consiglieri, infatti, volevano svolgere il Consiglio in Piazza quindi con il massimo dell'apertura alla cittadinanza (come da più giorni chiedeva il M5S) e altri invece si sono espressi, inizialmente, per lo svolgimento a porte chiuse.
Del resto, ha chiarito ancora Liviano, il Consiglio comunale monotematico «giunge a valle di una fase di ascolto che il sindaco sta tenendo in questo giorni: ieri (venerdì 25 luglio, ndc) ha incontrato i sindacati e lunedi (28 giugno,, ndc) incontrerà tutte le associazioni ambientaliste che lo vorranno. Inoltre, la seduta del Consiglio sarà trasmessa come sempre in diretta streaming e tutti i giornalisti accreditati saranno invitati».
Chiarimento resosi d’obbligo viste le proteste per la modalità scelta proprio sollevate dalle associazioni ambientaliste.