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Chi c’era parla di un Adolfo Urso particolarmente arrabbiato esattamente un secondo dopo aver letto il lancio di agenzia che annunciava le dimissioni del sindaco di Taranto, Piero Bitetti.

Una decisione che mette seriamente in forse l’incontro del 31 luglio a Roma per la firma dell’Accordo di programma interistituzionale. Perché ciò avvenga è necessaria la presenza del sindaco e solo del sindaco e la validità del documento la si ha soltanto se tutti gli attori in campo (Mimit, Mase, ministeri della Sanità e dell’Interno, Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comuni di Taranto e Statte, Autorità di sistema portuale del mar Ionio, commissari di AdI  e Ilva in as, Taranto Energia S.r.l. in amministrazione straordinaria, AdI Energia S.r.l. in as) apporranno la propria firma in calce al documento.
Ma, secondo quanto riporta Teleborsa, la riunione già convocata per giovedì 31 luglio, finalizzata alla definizione dell’Accordo di programma interistituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto resta confermata.
Lo ha concordato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
Ministro che ha manifestato piena solidarietà al primo cittadino di Taranto e che ha avuto un colloquio telefonico con la prefetto, Paola Dessì, e con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in merito agli episodi di intimidazione e alla situazione di inagibilità politica come scritto dallo stesso sindaco Bitetti nel comunicare le sue dimissioni.
Rinvio che, invece, è arrivato per quanto riguarda la seduta monotematica del Consiglio comunale programmata per la giornata di domani 30  luglio per discutere di Ilva e, appunto, di Accordo di programma. La decisione è stata presa a maggioranza durante la riunione dei capigruppo di oggi pomeriggio 29 luglio. 
Decisione che è la diretta conseguenza della riunione di maggioranza tenutasi nella prima mattinata sempre di oggi, 29 luglio, a Palazzo Latagliata.
«Riteniamo – si legge in un documento sottoscritto da tutti i partiti che sostengono la maggioranza del sindaco Bitetti - che il Consiglio comunale del 30/7 p.v. non possa essere svolto per motivi di sicurezza e che l’accordo di programma, in assenza del sindaco, il 31/7 non possa essere sottoscritto».
Un documento che sancisce, anche, una forte presa di posizione nei confronti dell’Accordo di programma oltre che ribadire il pieno sostegno e solidarietà al sindaco dimissionario.
«Ci siamo candidati per essere costruttori di una città coesa, di una comunità in cui il rispetto per le persone sia un valore imprescindibile». Questo l’incipit del documento della maggioranza che prosegue così: «ci siamo candidati per costruire una città in cui si respiri la bellezza della comunità, dove, chi la pensa diversamente da noi, ha sempre diritto di esprimere la sua opinione.  Nessuno può avere diritto di mancare di rispetto, di gridare, di lanciare invettive, di minacciare. Nessuno è depositario di verità. Una comunità è sempre la sintesi di diversità».
Per cui, ciò che è accaduto nella serata di lunedì 28 luglio con l’aggressione verbale al sindaco Bitetti «è gravissimo e va condannato. Al sindaco noi esprimiamo la nostra più forte solidarietà. Costringere il sindaco a rimanere per due ore chiuso a Palazzo di Città non è soltanto un atto di violenza verso il sindaco ma è, anche, la manifestazione di un modo di fare che non ci piace. Non è questa la comunità che noi vogliamo costruire».
E sulla questione Ilva i consiglieri di maggioranza sono netti. «Come cittadini di Taranto – sottolineano nel documento - abbiamo a cuore e siamo interpellati dalla scelta delle prospettive dell’acciaieria. Riteniamo che la decarbonizzazione, con la progressiva chiusura dell’area a caldo a carbone, sia la strada percorribile ma l’accordo di intesa, così come proposto dal Governo, ci sembra che rechi precarietà, improvvisazione, assenza di certezze per il rispetto della salute e del lavoro nella nostra città». E se non è la pietra tombale sulla terza bozza di Accordo di programma e un avviso al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che quell’Accordo il Comune non lo firmerà, poco ci manca.

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