CRONACHE TARANTINE
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Anche l’ultima linea container ha salutato il porto di Taranto, destinazione Salerno.
A renderlo noto è il vicepresidente nazionale M5S, sen. Mario Turco, che chiama in causa, per quanto avvenuto, il governo Meloni. E lo fa con toni duri oltre che dirsi per nulla sorpreso dal fatto che il porto di Taranto «fosse stato del tutto dimenticato dal governo Meloni» dal momento che da Palazzo Chigi è arrivato «l'ennesimo schiaffo alla città, perché questa non è stata una scelta casuale ma un artifizio machiavellicamente congegnato, con il solo obiettivo di trasformare la vocazione commerciale e turistica del porto tarantino in un grande hub energetico con zero impatti occupazionali e di distribuzione della ricchezza per il territorio. Se a questo si aggiungono i danni irreparabili che scaturiranno dalla nave rigassificatrice, dal dissalatore e dagli impianti offshore – aggiunge il parlamentare tarantino - ben si comprende come una grande infrastruttura su cui sono stati investiti oltre 800 milioni di euro (risorse pubbliche), non riuscirà ad offrire prospettive di alcun tipo all'hinterland ionico».
Ma ciò che lascia più sgomento il sen. Turco è il fatto che il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, rimanga in silenzio insieme «a chi sostiene questo Governo responsabile della desertificazione del territorio».
Secondo il vicepresidente M5S, si chiude, così, «un asset strategico per la ripartenza economica di Taranto: una ripartenza letteralmente svanita nel nulla pur di comprare il costosissimo ed irragionevole gas di Trump a cui l'Italia si è genuflessa. Tutti patrioti coi porti degli altri».