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«Il sindaco di Taranto Bitetti si è reso protagonista di una delle pagine più ridicole della storia repubblicana. Una vera e propria pantomima, una commedia degli inganni. Prima la farsa delle dimissioni, orchestrata unicamente per impedire che il Consiglio comunale si esprimesse; poi la sceneggiata del “non ho firmato nulla, non avevo la penna”».


Non le manda certo a dire l’on. Giovanni Maiorano di Fratelli d’Italia il quale si chiede: «ma cosa c’è dietro tutto questo teatrino? È forse consapevole di non avere più una maggioranza? O, più semplicemente – conclude il parlamentare di FdI -, ha solo paura di assumersi la responsabilità per cui è stato eletto: prendere una decisione chiara e assumere una posizione netta sul futuro dell’ex Ilva e, quindi, della città di Taranto?». 
A chiedere responsabilità e concretezza per una soluzione sostenibile sull’ex Ilva è, invece, l’on. Dario Iaia. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, la questione dell’ex Ilva «è una tematica di grande complessità che richiede soluzioni ponderate. Taranto è una città che ha sofferto e che soffre e che merita delle risposte concrete e reali. L'accordo di programma presentato dal governo Meloni e dal ministro Urso – fa presente Iaia - prevede un graduale spegnimento degli altoforni accompagnato dalla totale sostituzione con forni elettrici e dalla realizzazione di un gruppo DRI per l’alimentazione di questi ultimi. È fondamentale sottolineare che attualmente, in Italia come in Europa, non esistono acciaierie in grado di produrre acciaio utilizzando idrogeno verde. Sebbene quest’ultimo rappresenti l'energia del futuro, esso non è una realtà attuale».
Pertanto, secondo l’on. Iaia, per raggiungere una reale decarbonizzazione, «al di là degli slogan fantasmagorici», è necessario ricorrere al gas naturale «seguendo l'esempio dei 34 forni elettrici già attivi in Italia. Che poi il gas possa arrivare attraverso la rete o in altro modo ce lo devono dire i tecnici».
Per cui, per il parlamentare tarantino, in questa fase «è essenziale programmare ed adottare un approccio responsabile e concreto. Le fantasie e le proposte irrealizzabili non fanno altro che ritardare la risoluzione del problema e determinare ulteriori ritardi. La questione sanitaria ed ambientale si risolve avviando quanto prima il processo di transizione, così come non possono essere trascurate, così come mi pare che accada da parte delle forze di opposizione, quelle che sono le conseguenze delle scelte dal punto di vista occupazionale. Taranto – conclude Iaia - merita di superare questo stallo  e riprendere la strada della crescita».

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