CRONACHE TARANTINE
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È un fuoco di fila all’indirizzo del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, quello dei consiglieri comunali di opposizione Annagrazia Angolano del M5S e da Massimiliano Stellato di Forza Italia e dal segretario cittadino della Lega, Francesco Battista.
E se la rappresentante del Movimento 5 Stelle interviene sul recente incontro, quello del 31 luglio a Roma, sull’Accordo di programma interistituzionale, il consigliere comunale di Forza Italia prende in esame le dimissioni, poi subito rientrate, rassegnate dal primo cittadino dopo la contestazione nei suoi confronti da parte di alcune associazioni ambientaliste avvenuta nella serata del 28 luglio.
Su argomenti, come il decoro urbano e la pulizia delle strade interviene, invece, il segretario cittadino della Lega.
Angolano (M5S): “Accordo di programma? No, grazie! Piuttosto si impugni l’Aia”
«Non appena appresa la notizia della revoca delle dimissioni del sindaco Piero Bitetti mi era sembrato un punto da cui ripartire, quasi simile ad un sussulto di responsabilità, che pareva esser venuto meno, nei confronti della comunità tarantina. Subito dopo, però, sono ripiombata in uno stato di confusione e rabbia perché mi sono ritrovata a leggere il contenuto del documento sottoscritto dalla maggioranza (quella che sostiene il primo cittadino, ndc), che proporrebbe una sorta di soluzione “C” come Accordo di programma. Ebbene, anche in questo caso, oltre che per quelli proposti dal governo Meloni, si tratta di vere e proprie scatole vuote».
Non usa mezzi termini Annagrazia Angolano. La consigliera comunale del M5S, infatti, sottolinea come continuare a produrre con i combustibili fossili «non tutela né la salute né il lavoro, contribuendo anche all’incremento dei costi sanitari regionali, peggiorando la situazione già drammatica che vede i lavoratori del siderurgico in vetta ai dati Inail, a proposito delle patologie oncologiche, su tutto il territorio nazionale».
E, poi, chiede la Angolano, « dove sono i riferimenti delle emissioni inquinanti, in particolare quelli relativi alla Co2? Quali sono le prescrizioni richieste per Taranto?Dove sono individuate le aree per la realizzazione dei forni? E chi paga, se neanche si ha garanzia di un potenziale acquirente che, difficilmente si addosserà impegni economici di portata straordinaria, come in questo caso? E quanta forza lavoro servirebbe con la nuova ipotetica produzione?». E, ancora, qual è il cronoprogramma con date certe e quali le scadenze previste? Insomma, dove sono le garanzie per la tanto agognata decarbonizzazione e qual è la visione del Governo per il futuro di Taranto?».
Come 5 Stelle, ricorda la consigliera Angolano, «nel nostro piano, che si stava concretizzando col Cantiere Taranto, erano già previsti percorsi di sviluppo alternativo con la cantieristica navale (Fincantieri), con l’Arsenale ed i relativi indotti e con altre realtà pubbliche».
Ritornando all’Accordo di programma, questo, fa presente Annagrazia Angolano «non è vincolante» e, quindi, «potrebbe contenere anche le più strabilianti favole da raccontare, nessuno ne risponderebbe». Al contrario, «la vera condanna a morte per i tarantini – ribadisce la consigliera comunale pentastellata - si chiama Aia. Se davvero i massimi rappresentanti degli Enti Locali vogliono salvare Taranto, devono immediatamente impegnarsi ad impugnare l’Autorizzazione Integrata Ambientale, evitando quindi di perder ulteriore tempo con gli accordi farlocchi, utili solo come mezzo di distrazione di massa».
Stellato (FI): “Bitetti ostaggio di tensioni politiche interne alla maggioranza"
Massimiliano Stellato, consigliere comunale di opposizione di Forza Italia, non ha dubbi. Le dimissioni lampo del sindaco Bitetti, dice, rassegnate in un momento cruciale per il futuro della città, «sono state un atto di irresponsabilità politica e un evidente segnale di nervosismo rispetto alle contraddizioni interne alla sua maggioranza consiliare, aggravate dal silenzio di alcune forze politiche sulla vicenda ex-Ilva».
Quello dello stabilimento siderurgico di Taranto, fa presente Stellato, è un tema «su cui la coalizione di Bitetti ha consumato la demagogia più spinta in campagna elettorale ed ora, alla resa dei conti, arretra, si contraddice, tentenna». Secondo il consigliere comunale forzista, di fronte al bivio, se fare di Taranto la nuova Bagnoli o intestarsi la responsabilità di un vero processo di transizione dello stabilimento, «Bitetti è scappato. E la sua ricomparsa al tavolo ministeriale, forte a suo dire di un documento politico della maggioranza che lo sostiene, mette in ombra quella parte di città che invece non lo ha sostenuto e che, attraverso i suoi rappresentanti, non è riuscita ad esprimersi in Consiglio comunale, prima richiesto e poi annullato a colpi di maggioranza. Spero quindi – conclude Stellato - che il sindaco, di fronte ad altri possibili momenti di contestazione e di tensione, sappia reggere l'urto e non abbandoni, ancora una volta, la nave durante la tempesta. Diversamente, farebbe bene a dimettersi ma stavolta in maniera irrevocabile».
Battista (Lega)” Bitetti parla di città pulita. Parole scollegate dalla realtà”
L’intervista che il sindaco Piero Bitetti ha rilasciato ad un organo di informazione non è piaciuta al segretario cittadino della Lega, Francesco Battista, soprattutto nella parte relativa al decoro urbano.
«Dichiarare che “le strade sono pulite” – attacca Battista - dimostra una totale disconnessione dai problemi reali della città. Basta una passeggiata, non solo nei quartieri periferici ma anche nel centro, per trovare sporcizia, incuria, rifiuti abbandonati e marciapiedi invasi da erbacce. Se questo è il suo concetto di pulizia, allora c’è da preoccuparsi».
Ma il segretario cittadino della Lega trova ancora più paradossale, da parte del primo cittadino, «il tentativo di trasformare un gesto come le dimissioni in uno “stimolo per la città”. Taranto non ha bisogno di simboli o retorica, ma di azioni concrete. Dopo oltre 40 giorni dall’insediamento, il cda di Kyma ambiente non è stato ancora nominato e usando le stesse metafore marinare del sindaco – conclude Battista -: la nave è appena salpata ma sembra già imbarcare acqua. E, al momento, il porto d’approdo appare più confuso che mai».