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Il “no” che il sindaco Piero Bitetti pronuncerà martedì 12 agosto a Roma per quanto riguarda la firma sull’Accordo di programma interistituzionale è stato accolto con grande soddisfazione dai rappresentanti di Europa verde/AVS Rosa D’Amato, commissaria regionale del partito, Gregorio Mariggiò coportavoce provinciale, Giovanni Carbotti, coportavoce cittadino, e Luigi Boccuni, componente il direttivo cittadino.


Si tratta, spiegano i quattro rappresentanti di Europa verde/AVS a proposito dell’Accordo di programma, di un testo «privo di qualunque credibilità: senza copertura economica, senza un piano industriale serio, e, soprattutto, senza alcuna garanzia concreta per la salute dei cittadini e per la salvaguardia ambientale».
Una posizione netta, quella che il sindaco ha deciso di assumere maturata, fanno presente D’Amato, Mariggiò, Carbotti e Boccuni, «anche grazie al lavoro costante e determinato dei nostri rappresentanti all'interno del Consiglio comunale, che sin dall’inizio hanno espresso con chiarezza, all’interno della maggioranza, l’irricevibilità politica e morale di un documento che continua a ignorare le legittime aspettative di un territorio da troppo tempo sacrificato. La nostra azione – aggiungono - ha contribuito in modo decisivo a costruire una linea condivisa, ferma, che ha portato l’intera maggioranza ad opporsi a una proposta inaccettabile, restituendo dignità a una comunità che chiede di poter decidere sul proprio futuro senza accettare scelte calate o imposte da Roma».
Di qui l’apprezzamento «per la coerenza e la fermezza del sindaco Piero Bitetti, che ha saputo ascoltare e interpretare la volontà della maggioranza e della cittadinanza, assumendo una posizione coraggiosa su una questione cruciale per il destino della città».
Ma i quattro rappresentanti di Europa verde/AVS ne hanno anche per il ministro Urso e per le sue recenti dichiarazioni «il cui tono appare sempre più vicino al ricatto istituzionale. Continuare a fare terrorismo psicologico nei confronti di Taranto, dei cittadini e degli operai, solo perché la città osa rivendicare il diritto di non accettare accordi al buio, rappresenta un grave atto di irresponsabilità politica. Taranto – concludono - è una città che ha già dato tanto e merita rispetto, non può più essere trattata come terreno di scambio per interessi estranei che non apportano benefici alla comunità, al territorio ed inficiano il processo di rinascita e riconversione intrapreso».

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