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Il Consiglio comunale monotematico sull’Ilva non è stato sconvocato per la semplice ragione che non è mai stati convocato per l’11 agosto benchè se ne fosse parlato di indirlo.

 

A spazzare l’area di rigore da critiche e ilazioni è il presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano, il quale rispedisce al mittente, ovvero al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, le critiche ricevute dal sindaco e amministratori di maggioranza di aver annullato per la seconda volta di seguito la seduta monotematica dell’assise cittadina.

«Mercoledì scorso (6 agosto, ndc) – spiega Liviano – in occasione della seduta del Consiglio comunale sull’assestamento di bilancio, la maggioranza dei capigruppo presenti si è riunita per valutare l'opportunità di convocare il Consiglio comunale monotematico e ha deciso di non farlo perché, non essendoci posizioni convergenti tra maggioranza e opposizione, c'era il rischio di inasprire ulteriormente le tensioni tra chi pensa cose differenti e quindi per responsabilità l'obbiettivo è costruire coesione sociale nella nostra comunità».

Ma se lunedì 11 non si celebrerà il Consiglio comunale monotematico, ci sarà invece l’incontro, così come richiesto nei giorni scorsi dalle associazioni datoriali, tra Confindustria, Confapi, Aigi alle quali si è aggiunta anche Confartigianato, con i capigruppo del Consiglio comunale.

Sarà, come sottolineato dal presidente del Consiglio comunale, di un incontro informale che avrà luogo alle ore 11 in videocall.

 

Ex Ilva: confermato il sequestro di un’area di 700mila metri quadrati

Intanto sul versante Ilva si registra la conferma del sequestro preventivo di un’area di circa 700mila metri quadrati nel comune di Statte, collegata all’ex Ilva di Taranto.

Si tratta di un  provvedimento che risale ad ottobre del 2018 e che è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce e Potenza, in seguito a un’ordinanza firmata dal Gip di Potenza.
Le ricostruzioni degli investigatori avrebbero portato ad accertare che all’interno dello stabilimento siderurgico sarebbero stati depositati, senza le necessarie autorizzazioni, circa 5 milioni di tonnellate di rifiuti industriali, sia pericolosi che non. Tra i materiali individuati ci sarebbero fanghi d’acciaieria, scarti, polverino proveniente dagli altiforni.
L’area sottoposta a vincolo ha un valore stimato di circa 1 milione di euro e rimane sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta che mira a fare chiarezza sulla gestione dei residui di lavorazione del polo siderurgico tarantino.

 

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