CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
«Comprendiamo l’imbarazzo politico di alcune forze politiche di maggioranza al Comune di Taranto che oggi attaccano mediaticamente il Movimento 5 Stelle, “colpevole” soltanto di aver portato alla luce aspetti e dinamiche ignote ai più relativi all’iter amministrativo che ha portato al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Un provvedimento che condanna i tarantini a subire, per altri 12 anni, gli effetti nefasti di una produzione siderurgica basata sul carbone.
Comprendiamo tale imbarazzo perché non è semplice sedere tra i banchi di una maggioranza che, ad oggi, non si è ancora espressa ufficialmente né sul ricorso all’AIA, né ha inteso affrontare la questione ambientale attraverso il necessario e democratico passaggio in Consiglio comunale. Una scelta condivisa da tutta la maggioranza, nel silenzio anche delle forze di centrodestra.
Entrando nel merito, va ricordato che nel verbale della conferenza dei servizi del 17 luglio scorso, il sindaco Bitetti si è riservato di inviare successivamente una nota. Ciò non ha permesso che il suo contenuto fosse contestualmente acquisito agli atti e valutato nella fase conclusiva del procedimento, con il rischio di renderlo giuridicamente irrilevante. È un punto dirimente: se la nota non è stata formalmente acquisita, il parere negativo del sindaco potrebbe risultare tardivo e quindi privo di efficacia.
Per chiarire definitivamente questo aspetto stiamo già procedendo con un accesso agli atti, al fine di stabilire se l’azione del sindaco sia stata tempestiva o se, invece, sia rimasta fuori dall’iter amministrativo. Ma resta in piedi un altro interrogativo fondamentale: perché il Comune di Taranto non ha revocato il precedente parere favorevole espresso dalla Commissaria Prefettizia alla concessione dell’AIA?
Per tutte queste ragioni chiediamo l’immediata convocazione di un Consiglio comunale straordinario, che permetta finalmente un dibattito pubblico e trasparente. È doveroso che tutte le forze politiche si assumano le proprie responsabilità, discutendo dell’AIA e valutando seriamente l’ipotesi di un ricorso al TAR nell’interesse dei cittadini, dei lavoratori e dell’intero territorio».