CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Le dichiarazioni del Ministro Adolfo Urso secondo cui il Tribunale di Milano avrebbe riconosciuto una “positiva rilevanza” al rilascio della nuova AIA per lo stabilimento di Taranto sono fuorvianti e propagandistiche.
Il Tribunale non ha certificato alcuna “idoneità” dell’AIA, ma al contrario ha rilevato gravi carenze: mancano agli atti il Parere Istruttorio Conclusivo (PIC) e il Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC), documenti indispensabili per verificare la reale capacità dell’autorizzazione di tutelare la salute dei cittadini.
Tali documenti devono essere depositati per essere considerati conoscibili dalle parti in causa.
Il non averle depositare vuol dire che Ministero, AdI i loro avvocati temono possano avallare le posizioni dei cittadini ricorrenti?
Non solo: la stessa ordinanza ha imposto alle parti di tornare a discutere il 9 ottobre, fissando scadenze precise per chiarire questioni fondamentali.
Quindi altro che “rassicurazioni”: il Tribunale ha chiesto di approfondire aspetti decisivi come la Valutazione del Danno Sanitario e della VIS, l’adeguamento alle BAT europee, le tempistiche di attuazione delle prescrizioni, la gestione di emissioni e scorie, e il rapporto con l’Accordo di Programma per la
decarbonizzazione.
Urso tenta di spacciare per vittoria quella che in realtà è ancora una partita sospesa, con il dramma di Taranto ancora una volta rinviato, mentre i cittadini continuano a pagare in termini di salute, ambiente e futuro.
Europa Verde/AVS della provincia di Taranto denuncia con forza questa narrazione distorta: la vera responsabilità istituzionale non sta nel piegare pareri di ISS, ARPA, ASL, Comune ai comunicati stampa del governo, ma nel dire chiaramente che la nuova AIA non risolve i nodi strutturali dello stabilimento e non ferma l’impatto devastante dell’area a caldo.
A Taranto non servono auto assoluzioni ministeriali: servono decisioni coraggiose, la chiusura dell’area a caldo e una vera riconversione ecologica, nel rispetto della salute dei cittadini e degli obblighi europei.