CRONACHE TARANTINE
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L’eredità che i Giochi del Mediterraneo lasceranno alla città di Taranto a manifestazione conclusa (21 agosto-3 settembre 2026) non può essere dispersa.
Per cui adesso si rende necessario progettare il futuro degli impianti, definire i dettagli per la loro gestione individuando le soluzioni più idonee proprio per evitare che le strutture (lo Stadio del nuoto, il Centro nautico, il Centro sportivo Magna Grecia, il nuovo PalaRicciardi) non restino della cattedrali nel deserto. Diverso è il discorso per lo stadio di calcio Erasmo Iacovone dal momento che l’impianto del quartiere Salinella è di proprietà del Comune di Taranto.
Proprio per precorrere i tempi e non farsi trovare impreparati, nei giorni scorsi il consigliere regionale e capogruppo in Consiglio di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, ha incontrato il ministro agli Affari europei-Sud-Politiche di coesione-Pnrr, Tommaso Foti, per un’analisi e un confronto.
«Sulla riuscita dell’evento – sottolinea Perrini – ho pochi dubbi» perché, aggiunge, «si sta lavorando di gran lena recuperando il tempo perso ma fin dal 2019 ho sempre voluto attirare l’attenzione sulla gestione degli impianti rifatti o costruiti ex novo per i Giochi, perché importanti investimenti non vadano dispersi e altre strutture non diventino cattedrali nel deserto. Dobbiamo evitare – fa presente l’esponente di FdI – che una volta finito l’evento queste strutture non vengano utilizzate, anche perché sarebbe non solo uno spreco di soldi pubblici ma perché queste strutture sportive possono essere luoghi di aggregazione per i giovani. Serve fin da oggi individuare chi saranno i futuri gestori».
E al ministro Foti, Perrini è riuscito a strappare la promessa di venire a Taranto «perché possa rendersi conto di quanto gli ho detto nel nostro incontro romano, in modo da poter progettare insieme prospettive diverse che diano un senso ai Giochi del Mediterraneo 2026, al di là della competizione sportiva. Insomma – conclude Perrini -, l’evento sia un’opportunità che Taranto e il suo territorio deve saper cogliere non solo nei giorni delle gare, ma in futuro per vincere la gara più importante, quella della rinascita».