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“Sindaco Bitetti, di’ qualcosa sulla Gira”. Il sindaco Piero Bitetti è appena entrato nell’aula del Consiglio comunale quando con insospettata tempestività il consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia, Giampaolo Vietri, si è alzato in piedi sollevando il cartellone di protesta.

«Consigliere Vietri,  mi meraviglio di lei. Mi fa cadere le braccia. Mi sta mortificando ma per il suo comportamento. La invito a fare tutte le azioni utili che riterrà di fare, mozioni, interpellanze, rivolgersi alla Procura ma la prego: recuperi il suo stile», è stata l’immediata replica del primo cittadino che ha poi spento subito la questione.

E che la questione sollevata nei giorni scorsi proprio dal consigliere Vietri su una vicenda che riguarderebbe da vicino l’attuale presidente di Kyma mobilità, Giorgia Gira, nei confronti della quale sono state sollevate questioni di incompatibilità con l’attuale carica, era facile immaginare che trovasse spazio nella seduta di oggi, mercoledì 10 settembre, del Consiglio comunale.

Assise cittadina delle prime volte: per Eugenio De Carlo, fresco segretario cittadino cui è toccato il compito di fare l’appello per verificare le presenze in aula dei consiglieri comunali, e di Marco Lesto, neodirettore generale del Comune di Taranto.

Contestazione a parte, i lavori sono filati via lisci come l’olio con l’approvazione (18 voti a favore e 9 astenuti tra le opposizioni) della variazione di bilancio che destina 1 milione e 600mila euro per il quartiere Paolo VI che, grazie ai fondi ottenuti dall’amministrazione comunale dal progetto PinQua, programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare finanziato dal Pnrr e che ha l'obiettivo di promuovere la riqualificazione delle aree urbane degradate, incrementare l'edilizia residenziale sociale e migliorare la qualità della vita dei cittadini, puntando su sostenibilità e innovazione, sarà soggetto ad un profondo restyling.

L’intervento prevede, infatti, la riqualificazione di 150 alloggi popolari, la creazione di un parco urbano con orti di comunità e una foresta urbana nonché interventi di efficientamento energetico e rigenerazione urbana.
Nello specifico, piazza della Liberazione da parcheggio sarà trasformata in parco urbano con spazi verdi, aree gioco per bambini, zone per attività sportive. Nell’area tra via 4 Novembre, viale 2 Giugno e viale della Repubblica, invece, sorgeranno tre orti urbani di tre tipologie diverse, una serra per attività didattiche e sociali, un parcheggio attrezzato. 895mila 794 euro il costo dell’intervento. Previsto, anche, un itinerario ciclo-pedonale verso il Mar Piccolo attraverso un percorso naturalistico tra via 4 Novembre e viale 2 Giugno realizzato con asfalto ecologico da materiali riciclati e il restyling del piazzale davanti all’edificio Erp di viale 2 Giugno (72 alloggi) e il miglioramento della sicurezza e della vivibilità.

È stato, invece, ritirato il punto riguardante il Piano caso, provvedimento licenziato con apposita legge a dicembre del 2023 dal Consiglio regionale e che aspetta di essere recepito dalle amministrazioni comunali, dal momento che, come ha spiegato il consigliere Enzo Di Gregorio, l’assessore all’Urbanistica Giovanni Patronelli ha chiesto di poter sottoporre, prima dell’approvazione, il Piano agli ordini professionali per condividerne i presupposti e tener conto di eventuali osservazioni. Richiesta che non ha trovato ostacolo alcuno tra i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione.

Approvato a maggioranza l’esproprio di alcuni terreni ubicati sulla strada vicinale vecchia di Talsano.

 

Approvati quattordici debiti fuori bilancio per circa 303mila euro

Capitolo debiti fuori bilancio. All’ordine del giorno ne erano iscritti 14, la maggior parte di lievi entità tranne uno dell’importo di circa 170mila euro derivante da una sentenza del giudice del lavoro il quale ha riconosciuto ad un ex dipendente comunale delle differenze retributive. Debito questo approvato con 19 voti a favore mentre 9 sono stati quelli contrari delle opposizioni. A tal proposito il consigliere comunale di Prima Taranto, Adriano Tribbia, ha chiesto che in futuro i debiti fuori bilancio siano soggetti a maggior attenzione da parte della commissione consiliare competente in modo da evitare di arrivare al fatto compiuto. Analizzando meglio, ha fatto presente Tribbia, si può evitare di disperdere risorse finanziarie che potrebbero essere utilizzate per interventi di utilità in favore della città. Richiesta alla quale si è associata la consigliera Annagrazia Angolano del M5S che ha proposto di utilizzare, come avviene in alcuni Comuni italiani, «il sistema deflattivo», strumento extragiudiziale o pre-giudiziale volto a risolvere un contenzioso evitando il lungo e costoso processo in tribunale, sia in ambito fiscale che penale. Questo per evitare, appunto, casi come quello in esame che ha visto il Comune di Taranto proporre una transazione a 3mila euro e il giudice del Lavoro liquidare, come ha reso noto interpellato sull’argomento il consigliere Pd, Luca Contrario, 167mila 264 euro agli eredi dell’ex dipendente comunale e 4mila 559 euro di spese legali.

Proposta di maggiore vigilanza che è stata fatta propria dal Consiglio comunale. Anzi, il consigliere Contrario ha annunciato che «in Commissione consiliare ospiteremo il dirigente del settore Avvocatura proprio per discutere le modalità di comportamento nei contenziosi in atto». In tal senso lo stesso segretario generale, De Carlo, ha chiesto di poter partecipare a questi incontri proprio perché, nel suo precedente incarico nel Comune di Martina Franca, si è occupato di contenziosi.

Approvati tutti gli altri debiti fuori bilancio con l’astensione delle opposizioni tranne per quello relativo ad 80mila euro per consumi non corrisposti ad Acquedotto pugliese e già presi in carico dalla precedente amministrazione comunale. Su questo debito le opposizioni hanno votato contro.

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