CRONACHE TARANTINE
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In un intervento deciso e documentato, Elena D’Arcangelo, responsabile per le politiche sportive e giovanili di CON Taranto, interviene nel dibattito sulla logistica dei XX Giochi del Mediterraneo, ribadendo la validità della scelta del villaggio atleti a Castellaneta Marina.
Secondo D’Arcangelo, l’ingegnere Elio Sannicandro — già direttore generale del Comitato Taranto 2026 e autore della candidatura — ha pienamente ragione nel richiamare i documenti ufficiali che fin dal 2019 (Patrasso) e 2022 (Podgorica) indicano Castellaneta come sede del villaggio atleti. La struttura individuata, il villaggio Etrha, è considerata tra le più belle d’Italia e logisticamente compatibile con le sedi di gara, distando tra i 20 e i 40 minuti da Taranto e ben collegata tramite la statale Jonica.
La proposta di costruire un nuovo villaggio è definita da D’Arcangelo come «mai avanzata da nessuno» e «impensabile» per costi e gestione post-evento. La soluzione di Castellaneta, invece, è stata approvata dal Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo (CIJM) e confermata nel 2023 con una lettera firmata da Ferrarese e Melucci.
D’Arcangelo, inoltre, critica duramente l’ipotesi alternativa di ospitare gli atleti su navi da crociera ancorate nel porto di Taranto, che comporterebbe una spesa pubblica di circa 30 milioni di euro, contro il milione previsto per il villaggio Etrha. Oltre al costo, viene sottolineato l’impatto ambientale “insostenibile” delle navi, paragonato a quello di decine di migliaia di automobili in movimento, con gravi disturbi alla fauna marina.
«Taranto non è un palcoscenico per chi vuole fare politica né una discarica», afferma D’Arcangelo, sottolineando che i Giochi sono stati pensati per rilanciare l’identità della città e promuovere una transizione ecosostenibile. Le direttive del Cio impongono infatti di evitare forti impatti ambientali e favorire la dislocazione dei siti sportivi su un territorio ampio.
La responsabile sportiva di CON, quindi, invita a «leggere le carte e conoscere i fatti», ricordando che esistono documenti ufficiali che attestano le scelte compiute. «Ognuno si prenderà le proprie responsabilità», conclude lanciando un chiaro messaggio contro la diffusione di notizie non veritiere.