CRONACHE TARANTINE
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Il gruppo territoriale del M5S scende al fianco delle associazioni culturali e dei numerosissimi cittadini preoccupati per le sorti dell'imponente e prestigioso palazzo D'Ayala, uno dei monumenti dal più grande valore storico, artistico e architettonico del nostro patrimonio cittadino destinato a diventare un hotel di lusso.
Tanto da aver dato mandato alla portavoce e consigliera comunale Annagrazia Angolano, affinché della vicenda possa essere interessato quanto prima il Consiglio Comunale.
«Una scelta – sottolinea il gruppo territoriale M5S - assolutamente incomprensibile, quanto cinica e spregiudicata, operata a partire dal 2018, che lo ha destinato a resort di lusso cancellando quella che era la destinazione museale e culturale per la quale era stato acquisito al patrimonio comunale nel 1982».
Le scelte progettuali, «che solo da poco tempo è stato possibile conoscere», spiegano i 5 stelle ionico», sono caratterizzate «da una significativa assenza di tutela del grande patrimonio culturale presente soprattutto nel piano nobile, con le sue maestose sale (sala convivio, sala delle porcellane, sala degli specchi), gli elaborati soffitti lignei e a lacunari dipinti e scolpiti. Patrimonio che, per far posto a sei suite super lusso – fa presente il M5S -, verrà suddiviso con cartongesso, per ricavare stanze, bagni e altri servizi. Il salone centrale il cui soffitto era arredato con una prestigiosa tela di scuola caravaggesca di Michele Ragolia, viene privato dello stesso e al suo posto viene previsto un pannello in cartongesso. Inoltre – aggiungono - nulla è dato sapere sulla splendida ed originale pavimentazione, comprese le maioliche trafugate e poi recuperate grazie all'attivismo di alcuni cittadini con l'ausilio della polizia di Stato, e sui rivestimenti parietali. In definitiva siamo in presenza di un totale stravolgimento dell'articolazione spaziale e dei caratteri storico artistici del piano nobile».
Il gruppo territoriale del M5s ritiene che sia ancora possibile una riprogettazione dell'intervento, attraverso una variante dello stesso senza la rifunzionalizzazione dell'immobile quale resort di lusso. Ed in ogni caso, come suggerito dalle associazioni culturali, quand'anche ciò non fosse possibile, «fondamentale ed irrinunciabile, è lasciare intatto il primo piano, il piano nobile, e operare esclusivamente al piano terra e al secondo piano, che accoglieva già in origine le tante stanze e camere da letto e di soggiorno della famiglia D'Ayala. In tal modo il piano nobile, dopo esclusivo restauro conservativo e senza stravolgimenti, resterebbe a piena fruizione pubblica e gli spazi – conclude il gruppo territoriale M5S - potrebbero essere organizzati con sale convegni, mostre, spazi museali e, soprattutto visitabili a mezzo di visite guidate».