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Prudente ma non troppo. Italia Oltre ha fatto irruzione nel panorama politico tarantino in una mite serata di fine settembre lanciando il suo messaggio dallo spiazzo di Corte Lo Jucco, a Talsano sorgendo dalle ceneri della coalizione civica “Adesso” che, con le sue sei liste, alle ultime elezioni amministrative ha eletto in Consiglio comunale Mirko Di Bello che, poi, della coalizione ne era il candidato sindaco.


E proprio Di Bello, cognome pesante che ha lasciato un segno nella storia della città quando ad amministrarla è stata la zia Rossana, di Italia Oltre ne è il segretario con Costantino Liaci, spin doctor del neonato movimento politico, nel ruolo di presidente.
Perché Italia Oltre, dunque. «Perchè volevamo dare continuità ad un lavoro iniziato già da anni e cominciato con la coalizione composta da tante liste civiche e perché avvertivamo, già in campagna elettorale, la necessità di costituire un gruppo unico. Questo ci ha portato a ragionare, già all’indomani delle elezioni di maggio/giugno su un qualcosa che avesse più radici», ha raccontato Di Bello a Cronache tarantine poco prima di dare il via alla conferenza stampa di presentazione del movimento politico.
Bene comune, decoro urbano, mobilità: questi i principali temi delle linee programmatiche di Italia Oltre già portate, affrontate e dibattute «nelle commissioni consiliari di cui faccio parte perché l’obiettivo resta sempre quello di privilegiare le istanze dei cittadini. Sono loro la nostra stella polare», ha sottolineato Di Bello riconoscendo, però, che al sindaco Bitetti «va dato tempo perché appena insediato si è trovato di fronte a grosse problematiche che tutti conosciamo e che stentano ad essere risolte per via della loro complessità».
Ma, attenzione, ha subito messo i puntini sulle “i” il segretario di Italia Oltre, «con questo non mi sto iscrivendo al “partito” del sindaco perché – ha sottolineato subito dopo Di Bello – potevano, tuttavia, essere attuate quelle iniziative che, comunque, sono nel programma elettorale del sindaco come, ad esempio, l’istituzione di un tavolo per l’Osservatorio ambientale». Strumento quest’ultimo sul quale lo stesso Di Bello sta spingendo tantissimo tanto da aver presentato un’interrogazione «per sapere a che punto è quel progetto» così come, vertenza ex Ilva a parte, qualcosa il sindaco avrebbe potuto cominciare a fare «sul decoro urbano, altro punto su cui Bitetti ha incentrato la sua campagna elettorale. Invece, ancora adesso, diverse zone della città sono in stato di abbandono e con grosse problematiche legate anche alla raccolta differenziata che sembra non funzionare come dovrebbe».
Insomma, l’unica apertura di credito all’amministrazione Bitetti è stato «il voto a favore delle linee programmatiche» ma, per il resto, ha chiarito ancora Di Bello, «sarà opposizione, costruttiva sì ma senza sconto alcuno perché i cittadini ci chiedono questo». Per il resto il giudizio sui primi 100 giorni del sindaco Bitetti non è da promozione e neanche da 6 “politico”.
In quest’ottica si inquadra anche la decisione di formare i dipartimenti operativi del movimento politico a specchio rispetto alla commissioni consiliari «proprio per poter discutere al loro interno questioni poi da portare all’attenzione del sindaco e della sua maggioranza», ha spiegato Di Bello che li ha elencati: Cultura-sport-eventi; Affari generali e Giovani oltre ; Ecologia e ambiente; Servizi e politiche sociali; Attività produttive.
Insomma, Italia Oltre scalda i motori pronta anche al dialogo «con forze politiche di respiro nazionale, non riconducibili a quelle presenti tra le opposizioni in Consiglio comunale, con le quali creare un’intesa». Anche perché alle porte ci sono le elezioni regionale nelle quali, seppur non partecipando con propri candidati, Italia Oltre «è pronta, una volta conosciuti programmi e candidati presidente, a dare il suo sostegno», ha concluso Di Bello per poi abbracciare quanti, numerosi, si sono presentati al battesimo ufficiale di Italia Oltre.
E in quell’Oltre, ha chiosato il presidente del movimento politico, Costantino Liaci, figura non nuova al panorama politico locale (da lui nacque più di vent’anni fa l’idea delle Tre terre – Talsano, Lama e San Vito – termine diventato ormai di largo uso), «c’è molto di più, c’è tanta roba».

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