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Perchè non recuperare la struttura che ha ospitato,  nei tempi d’oro di Taranto, il ristorante Al Gambero, a porta Napoli, è utilizzarla per il mercato ittico della città?

La proposta è targata Rossana Sangineto e Mirko Maiorino rispettivamente segretario provinciale e cittadino del Partito liberale italiano.

I due esponenti politici, nel girare la proposta al sindaco Piero Bitetti sottolineano la contraddizione di una città legata al mare ma che è priva di un vero mercato ittico «che ne rappresenti l’identità economica, culturale e produttiva. Da anni – aggiungono Sangineto e Maiorino -, si parla di diversificazione economica e di un futuro alternativo alla monocultura dell’acciaio. Tuttavia, nei fatti, la politica cittadina si è mostrata incapace di tradurre queste parole in progetti concreti e sostenibili».

Nel tempo sono state avanzate ipotesi diverse circa l’utilizzo dell’immobile, inclusa quella di trasformarlo in sede della Capitaneria di Porto, infatti la proprietà sembrerebbe ancora in capo al ministero della Difesa. «Ma la realtà, oggi – aggiungono Sangineto e Maiorino -, è che la struttura versa nell’abbandono più totale, divenendo l’ennesima ferita aperta nel cuore della città».

Di qui la richiesta al sindaco Bitetti e all’amministrazione comunale «di assumersi la responsabilità politica e morale di intervenire. Esistono – concludono i due esponenti del Pli - canali di finanziamento regionali, nazionali ed europei dedicati alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione delle economie blu. È sufficiente avere visione e volontà per intercettarli. Restituire all’ex Gambero una funzione pubblica e produttiva significa dare ai pescatori, agli operatori del mare e ai cittadini un luogo simbolo di rinascita».

Quello di recuperare e rigenerare l’immobile dell’ex Al Gambero è anche un’idea manifestata recentemente dal responsabile mitilicoltura di Confesercenti Taranto, Mimmo D’Andria, secondo il quale la struttura, simbolo della tradizione marinara cittadina, potrebbe diventare un polo multifunzionale per la filiera del mare, con spazi per la vendita, la trasformazione e la promozione del pescato.

Un’altra proposta è stata avanzata da Assohotel Confesercenti, che immagina un mercato coperto del pesce in piazza Sant’Egidio, a ridosso del Pendio La Riccia, ispirato al celebre Östermalm Saluhall di Stoccolma. L’idea è di valorizzare la città vecchia trasformando il mercato in un’attrazione turistica e culturale. Anche se su piazzetta Sant’Egidio c’è un progetto di riqualificazione, che non prevede allo stato delle cose la presenza del mercato del pesce, per il quale saranno utilizzati fondi rinvenienti dai ribassi d’asta dei Giochi del Mediterraneo cui il sito dovrebbe poi essere intitolato. Piazzetta Sant’Egidio rientra infatti tra gli interventi previsti nel protocollo d’intesa sulle opere di contesto siglato questa estate (era il 5 giugno) dall’allora commissaria prefettizia Giuliana Perrotta e il commissario straordinario per i Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese.

Il neo assessore alle Attività produttive, Francesco Cosa, ha posto tra le priorità della sua attività amministrativa proprio quella di realizzare un vero mercato del pesce. Dopo lo sgombero degli operatori dalla piazzetta della discesa Vasto, Cosa ha avviato incontri con le associazioni di categoria per definire una nuova strategia.

«Taranto – ha ripetuto l’assessore in più di un’occasione - ha bisogno di una macrostruttura amministrativa che permetta alle direzioni di lavorare in modo coordinato», sottolineando l’importanza di ascoltare la città e regolarizzare le posizioni degli operatori.

Un’ipotesi potrebbe essere anche quello di utilizzare l’area della Pensillina Liberty di via Cariati, che ben si presterebbe per spazi e posizione a ridosso del mare, particolare non secondario questo dal momento che paranze e pescherecci potrebbero attraccare proprio a ridosso della struttura e scaricare il pescato di giornata. Ma l’amministrazione starebbe pensando anche all’area, attualmente utilizzata come parcheggio, a ridosso dell’Hotel del Sole.

 

L’opzione Mercato Fadini

A Taranto, dove il dibattito sul futuro del mercato del pesce è più vivo che mai, l’esempio svedese di Östermalm Saluhall può rappresentare una visione concreta, un luogo dove il mare incontra la cultura, dove il cibo diventa esperienza e dove la città riscopre se stessa attraverso i suoi sapori.

Confcommercio Taranto, citando esempi virtuosi come il Mercato Testaccio di Roma e il Mercato Centrale di Firenze, qualche mese fa ha avanzato una proposta del genere però tarata sulla riqualificazione del mercato Fadini, nel Borgo, per il cui progetto di restyling c’è un finanziamento di Cassa Depositi e Prestiti. L’importo stanziato è di 6,5 milioni di euro, destinati alla riqualificazione completa della struttura.

Il piano di riqualificazione, approvato dalla giunta comunale su proposta dell’allora assessore ai Lavori pubblici Cosimo Ciraci, prevede il rifacimento della zona centrale dedicata alla vendita di generi ortofrutticoli, con nuova pavimentazione, copertura, sostegni e banchi; l’abbattimento delle barriere architettoniche per garantire piena accessibilità; l’ammodernamento dei tre accessi principali e creazione di una zona food per la consumazione diretta dei prodotti; l’adeguamento degli impianti alle normative vigenti e ampliamento dei punti vendita: macellerie, panetterie, salumerie e pescherie; nuovi servizi igienici per utenti e operatori, con ristrutturazione dei bagni esistenti.

 

L’esperienza di Stoccolma

In un elegante quartiere della capitale svedese, tra palazzi ottocenteschi e boutique di design, sorge uno dei mercati coperti più affascinanti d’Europa: Östermalm Saluhall. Non è solo un luogo dove fare la spesa ma un vero e proprio tempio del gusto, dove la cultura gastronomica nordica incontra l’eccellenza internazionale.

Inaugurato nel 1888, Östermalm Saluhall è stato per oltre un secolo il punto di riferimento per gli amanti del buon cibo. La sua struttura in mattoni rossi e ferro battuto, in stile neo-gotico, è considerata un capolavoro dell’architettura mercantile del XIX secolo. Dopo un importante restauro durato quattro anni, il mercato ha riaperto nel 2020, mantenendo intatto il suo fascino storico ma arricchendosi di servizi moderni.

Il mercato ospita oltre 20 banchi e ristoranti, dove si possono trovare pesce fresco del Baltico, frutti di mare, carni pregiate, formaggi artigianali, spezie rare e prodotti biologici. I venditori sono spesso artigiani del gusto, con generazioni di esperienza alle spalle. Tra i più celebri, Lisa Elmqvist, specializzata in salmone, aringhe e ostriche, e Husmans Deli, noto per i piatti tradizionali svedesi come il köttbullar (polpette) e il gravlax.

Il successo di Östermalm Saluhall ha ispirato numerose città europee — da Lisbona a Berlino — a riqualificare i propri mercati storici.

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