CRONACHE TARANTINE
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Le dimissioni che non ti aspetti. Sono quelle di Alfredo Venturini dalla direzione e dal Consiglio nazionale del Partito socialista. Una decisione maturata dopo il nefasto esito delle elezioni Regionali in Calabria che hanno visto il centrodestra trionfare riconfermando alla presidenza Roberto Occhiuto.
«In Calabria – spiega Venturini - è stato compiuto uno scempio alla nostra tradizione riformista, alla nostra storia, ai nostri valori, ponendoci al servizio del peggior populismo giustizialista. Eppure – aggiunge Venturini, figura di spicco della politica tarantina e assessore alla Cultura e alla Pubblica istruzione durante il mandato del sindaco Ezio Stafàno - in quella terra che fu di Giacomo Mancini, esprimiamo due sindaci socialisti di grande valore sui quali non abbiamo neppure accennato il coraggio di rivendicare maggiore considerazione, piegandoci ad un accordo nazionale che consegnava il Mezzogiorno all'assistenzialismo populista».
Parole che riportano all’alleanza con il M5S che ha espresso il proprio candidato alla presidenza della Regione Calabria, Pasquale Tridico, evidentemente mal digerita. Ragion per cui, «prima che lo stesso scempio si ripeta in Campania dove, irragionevolmente, si sta procedendo a cinquestellare il Psi – afferma Venturini - rassegno le mie dimissioni da ogni organismo nazionale».
Resta il fatto che in Puglia e a Taranto, «con i compagni socialisti e riformisti, con i quali abbiamo conseguito il 4,5% alle recenti amministrative», annuncia Venturini, «sosterremo convintamente Antonio Decaro perché i nostri ideali, la nostra cultura riformista, la nostra storia, non si barattano e non si svendono».
Del resto, aggiunge Venturini che si autodefinisce “socialista da sempre”, il valore di una tessera di partito «sta tutto nell'appartenenza. Nella condivisione di una identità riconoscibile. Sono tornato alla casa madre, il Psi, con l'obiettivo di dargli forza, di farci crescere come è giusto che sia. Riportare i Socialisti nelle istituzioni per riaffermare la cultura e la pratica del Socialismo riformista di cui si avverte il bisogno. L'ho fatto insieme a Felice Iossa e a tanti "socialisti senza tessera" in occasione delle elezioni europee sostenendo la candidatura di Enzo Maraio nella lista Stati uniti d'Europa».
Ma dover constatare l’attuale conduzione del Partito socialista,«che sta svendendo identità, simbolo e storia con un comportamento servile, utile solo ad assecondare opportunistiche ambizioni personali», proprio Venturini non ce la fa. «Continuare a tacere – conclude - mi renderebbe complice».