CRONACHE TARANTINE
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«Basta essere indifferenti» perché non votare e non partecipare «ha fatto sì che la politica diventasse spesso un ufficio di collocamento per chi diversamente non avrebbe di che vivere».
Egidio Albanese, penalista di lunga esperienza iscritto al Foro di Taranto, con una carriera consolidata sia nella pratica forense che nell’ambito accademico, le idee ce le ha chiare e, appoggiato per un attimo la toga sulla spalliera della sedia, ha deciso che è arrivato il momento di mettersi in gioco policamente.
Avvocato Albanese, cosa l’ha spinta a candidarsi alle prossime elezioni regionali e a farlo nella lista Decaro Presidente?
«Perchè, come Antonio Decaro, ho scelto la partecipazione invece del disimpegno, ho deciso di non essere più indifferente».
Che contributo conta di portare?
«Credo di poter dare a Taranto e alla Puglia competenza, valori, amore per il territorio, crescita sociale ed economica. E sono tanto convinto dall'impresa che ho deciso fin da ora, se eletto come spero, di devolvere ad alcune associazioni benefiche - a partire da quelle di sostegno ai malati oncologici ed ai loro parenti - una porzione della retribuzione prevista. Con le associazioni scelte sottoscriverò prima delle elezioni un chiaro e visibile protocollo d'intesa».
Lei è anche il presidente dell’associazione La Voce di Taranto. Cosa di questa esperienza associativa conta di portare con sé come bagaglio in vista della competizione elettorale?
«La Voce di Taranto ha lavorato come lavora una formica, in silenzio, sempre, costruendo una bella capacità di ascolto e una grande volontà di proporre quello che insieme si può fare. Senza illudere ma operando. Questo è il modello che mi accompagna e mi accompagnerà».
Taranto è una città afflitta da numerose problematiche, l’Ilva su tutte. Qual è il suo pensiero.
«La congiuntura politica tra questo Governo e le nostre Autonomie locali ha innescato un incendio alimentato dalla scelta governativa di trovare scorciatoie industrialiste antiche. Se ad un territorio - che vede il crollo della salute, dell'occupazione, degli investimenti economici e culturali - si prospetta una svolta green, allora a quel territorio devono arrivare dei segnali che invece non arrivano. Come uomo di legge posso solo dire che quella attività che risulta fuorilegge, per decenni, diventa inesorabilmente un corpo estraneo».
Pochi treni e aeroporto chiuso ai voli civili. La città dei due mari sembra essere sempre più isolata. Dobbiamo arrenderci a questo destino?
«La resa non è un concetto che mi appartiene. Anzi. Le Regioni hanno importanti competenze in merito alle "connessioni". E quanto i collegamenti saranno importanti, lo dovrà dimostrare il prossimo Consiglio regionale, dal bilancio ai protocolli d'intesa con i vettori e con le regioni confinanti».
Si parla di affrancarsi dalla monocultura dell’acciaio intanto gli imprenditori che decidono di investire sul nostro territorio poi li facciamo scappare.
«Una Regione autorevole, un bilancio frutto di priorità, un dialogo con le imprese, la massima valorizzazione dei tanti Fondi specifici, la sinergia con le amministrazioni locali, sono il mix che altrove ha già sviluppato la piccola e media impresa, quella che si radica, che sviluppa la cultura e le competenze necessarie. Qui c'è da aggiungere l'eccezionalità di un grande Porto al centro del Mediterraneo con un enorme potenziale di retro portualità. Questo è il modello che mi accompagna nella mia scelta di candidarmi. Perché non sono solo le imprese a non avvicinarsi, ad andare via o a chiudere i battenti; sono anche i nostri giovani che vanno via. Ed è questa la sconfitta più cogente».
Poi ci sono le difficoltà del settore mitilicolo e le bonifiche che ancora non partono.
«Dopo decenni di colpevoli interessi voraci, negli ultimi anni le politiche per le bonifiche hanno fatto un salto di qualità ed è questa la strada che va sostenuta ma mettendo al centro la consapevolezza e la partecipazione del territorio ionico. Nello specifico della mitilicoltura sarà necessario un piano straordinario di investimenti economici ma anche scientifici. È uno dei nostri brand e va risollevato anche puntando con convinzione alla profondità delle acque consentita dal Mar Grande».
Sanità e liste di attesa bibliche, altra emergenza italiana ma che su avverte tantissimo nella nostra regione.
«Le recenti normative relative alla sanità territoriale andrebbero attuate con più convinzione ma soprattutto con più strumenti.
L'idea ospedaliera della sanità ha distolto l'attenzione da una più ampia programmazione dei servizi, in cui una Facoltà autonoma di Medicina, i medici di famiglia e l'epidemiologia dovrebbero assumere il comando del soddisfacimento del bisogno di salute e benessere del territorio jonico.
La prossima legislatura regionale ha l'obbligo normativo ma anche morale di garantire a questa area quanto dovuto, oggi già esistente sulla carta ma inattuato».
Avvocato, se sarà eletto quale è la prima cosa sulla quale chiederà a Decaro di impegnarsi?
«La creazione di uno strumento legislativo e operativo che garantisca ai territori le condizioni per far nascere una cultura economica alternativa, eco compatibile ma soprattutto una idea più pervasiva di benessere, in cui la salute e il lavoro diventino una risorsa e non un prezzo da pagare».