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Antonio Decaro, Ada Donno, Luigi Lobuono e Sabino Mangano. Saranno in quattro a contendersi la presidenza della Regione Puglia alle prossime elezioni del 23 e 24 novembre quando gli elettori saranno chiamati a rinnovare anche il Consiglio regionale. 


Antonio Decaro, ingegnere, ex sindaco di Bari dal 2014 al 2024, europarlamentare dal 2024, presidente Anci dal 2016, corre per il centrosinistra ed è sostenuto da 6 liste: Partito democratico, Movimento 5 Stelle. Alleanza verdi e Sinistra, Decaro presidente, Per la Puglia, Avanti Popolari con Decaro presidente.
L’unica donna in campo è Ada Donno. Attivista e docente, militante storica della sinistra pugliese, impegnata in movimenti pacifisti e femministi, è sostenuta dalla coalizione Puglia Pacifista e Popolare composta da Potere al popolo, Rinascita socialista e Partito comunista italiano.
Quattro le liste della coalizione di centrodestra che sostengo la candidatura alla presidenza della Regione di Luigi Lobuono. L’avvocato di origini baresi, già presidente della Fiera del Levante dal 2001 al 2006 ed ex consigliere regionale già assessore in ambito giuridico e amministrativo, è sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega-Udc-Nuovo Psi e Noi Moderati.
Infine Sabino Mangano, esperto in innovazione sociale ed ex esponente M5S, fondatore del movimento “Marziani per la Puglia”, rappresenta la lista Alleanza civica per la Puglia composta da Marziani per la Puglia, appunto, e Next Italia.
Saranno poco meno di 600, 565  per l’esattezza, i candidati per complessive 12 liste in campo che si contenderanno i 50 seggi disponibili. La pattuglia più numerosa di candidati è quella del centrosinistra con 300 in corsa per uno scranno. 
Il Presidente della Regione Puglia viene eletto a suffragio universale diretto, cioè votato direttamente dai cittadini. Vince il candidato che ottiene anche un solo voto in più degli altri (non è previsto il ballottaggio). Il presidente eletto ottiene automaticamente anche un “premio di maggioranza” per garantire una solida base in Consiglio regionale.
Viene proclamato consigliere regionale anche il migliore degli sfidanti non eletti.
Il Consiglio regionale è composto da 50 consiglieri, così distribuiti: 23 eletti con metodo proporzionale su base provinciale (collegi); 27 eletti con premio di maggioranza, assegnato alla coalizione del presidente vincente, che varia in base alla percentuale dei voti conseguiti. Se la somma dei voti validi supera il 40%, la coalizione vincitrice ottiene 29 seggi; tra il 35 e il 40% i seggi sono 28; con meno del 35% ottiene 27 seggi su 50. Per partecipare all'assegnazione dei seggi è necessario superare la soglia di sbarramento, fissata all’8% (dei voti di lista) per le coalizioni e al 4% (dei voti di lista) per le singole liste della coalizione. 
La soglia di sbarramento per le elezioni regionali in Puglia è del 3% dei voti validi per accedere alla ripartizione dei seggi. Tuttavia, una coalizione di liste deve raggiungere l'8% per ottenere seggi provinciali, a meno che non superi il 12% con il totale dei voti di tutte le sue liste. Le liste che non raggiungono il 3% non ottengono seggi a meno che non siano collegate a un candidato presidente che abbia ottenuto almeno il 5% dei voti. La legge elettorale attualmente in vigore per il rinnovo del Consiglio regionale della Puglia è la Legge Regionale n. 2 del 28 gennaio 2005, modificata dalla Legge Regionale n. 5 del 30 aprile 2025.
Queste norme disciplinano l’elezione diretta del presidente della Regione e dei consiglieri regionali, introducendo anche la doppia preferenza di genere.

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