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L’Avviso della discordia. È quello emanato dall’amministrazione comunale di Taranto per sviluppare progetti  ad alta professionalità nei campi dell’innovazione e della tecnologia sul territorio con l’obiettivo preciso di stimolare il sistema delle imprese locali, affinché tutte insieme le realtà produttive siano in grado di portare valore aggiunto e occupazione.


Il punto di rottura sta, però, nel fatto, che l’Avviso pubblico escluderebbe una larga fascia di professionisti.
Elemento questo che ha scatenato una serie di reazioni come, ad esempio, quella del presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Luigi De Filippis, che, in un’intervista a Quotidiano, ha fatto sapere di aver trasmesso tutto all’Osservatorio sui bandi pubblici attivo presso il Consiglio nazionale dell’Ordine perché vengano valutati i margini per una possibile impugnazione.
Ma anche la politica non è rimasta in silenzio come nel caso della segretaria provinciale del Pd ionico, Anna Filippetti, la quale chiede che l’Avviso venga ritirato «perchè mortifica il lavoro e le professionalità. Facciamo battaglie per il salario minimo, per la dignità del lavoro – aggiunge Filippetti -, non possiamo dunque accettare che la Pubblica amministrazione chieda prestazioni gratuite; soprattutto in un Paese come il nostro in cui ricercatori, tecnici e giovani professionisti sono costretti a emigrare perché non riescono a vivere del proprio lavoro»..
Insomma, il lavoro va sempre riconosciuto e retribuito e Filippetti avverte che su questo «il Partito democratico non arretrerà di un passo».
Una situazione incandescente, dunque, tanto più che i venti di battaglia arrivano dal Pd che è forza di maggioranza relativa in seno al Consiglio comunale e ben rappresentato in giunta.
A gettare acqua sul fuoco della polemica è l’assessore alle Attività produttive, Francesco Cosa, che mette subito le mani avanti e chiarisce: «il Comune di Taranto non cerca benefattori ma collaborazioni qualificate con l’obiettivo di contribuire alla crescita della città».
Ma perché il Comune di Taranto è ricorso a questo avviso pubblico? Semplice, spiega Cosa, allo stato attuale «ci sono molte risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia, dai programmi P.I.A., Mini P.I.A. e P.J.T.F., che potrebbero avere una ricaduta significativa sul territorio e che non vengono pienamente utilizzate dalle imprese locali. Ecco perché il Comune di Taranto ha pensato ad un avviso pubblico che si concretizzerà in tavoli di lavoro e workshop tematici attraverso i quali dare nuova linfa all’indotto tarantino, supportare le partite Iva e far conoscere le opportunità di investimento offerte anche dal Comune di Taranto».
Ecco perché all’assessore alle Attività produttive è dispiaciuto leggere sulla stampa «attacchi  che non hanno alcuna fondatezza, così come mi dispiace che sia stata fraintesa la parola gratuità.  L’amministrazione guidata dal sindaco Bitetti – dice ancora Cosa - ha un dialogo costante, aperto e franco con tutte le realtà territoriali. Invito pertanto gli ordini professionali, ingegneri, architetti, geometri, agronomi e altri, a partecipare attivamente a questo percorso ma anche a rivolgersi direttamente all’Ente qualora siano necessari dei chiarimenti. Se riusciamo a rimettere in moto il sistema delle imprese – conclude Cosa -, i benefici ricadranno su tutto l’ecosistema professionale ed economico della città, generando nuove opportunità occupazionali. Abbiamo bisogno delle migliori energie che questa città può offrire, e Taranto ne ha tante. Ora si tratta di creare una sinergia stabile, costante e di visione».

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