CRONACHE TARANTINE
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«Taranto è allo stremo e senza prospettive. Meloni e i suoi ministri hanno abbandonato un’intera provincia. Ora serve un Piano straordinario di riconversione economica, sociale e culturale. I dati Inps 2024 fotografano una realtà drammatica: Taranto è una bomba sociale pronta a esplodere».
Non le manda a dire Mario Turco. Il senatore tarantino, vicepresidente nazionale del M5S e componente la commissione parlamentare d’inchiesta sul Sistema bancario, finanziario e assicurativo, dati alla mano lancia il suo ennesimo j’accuse all’indirizzo della premier Giorgia Meloni.
«Il tasso di occupazione – dice Turco riprendendo i dati contenuti nel Rapporto sociale presentato dall’Inps - si ferma al 40,7%, dieci punti sotto la media pugliese (51,2%) e oltre venti punti sotto quella nazionale (62,2%). Il tasso di disoccupazione è al 10,5%, contro il 9,3% della Puglia e il 6,5% dell’Italia». Non solo, aggiunge il parlamentare tarantino, sul fronte degli ammortizzatori sociali «la provincia registra 17.018 beneficiari complessivi per sospensione dal lavoro, di cui 10.813 in cassa integrazione straordinaria (ciga): oltre il 55% dell’intero dato regionale».
Insomma, per Turco si è di fronte a «un quadro impietoso che certifica l’assenza di una politica industriale e la totale indifferenza del governo Meloni verso il destino di Taranto e della sua gente. Il territorio è allo stremo, dimenticato da un Governo incapace di vedere fuori dai palazzi; la città è senza prospettive e ogni mese la situazione peggiora: imprese in ginocchio, giovani che emigrano, famiglie travolte dalla povertà».
Ecco perché il Movimento 5 Stelle chiede l’attivazione immediata di un Piano straordinario di riconversione economica, sociale e culturale della provincia di Taranto, con risorse straordinarie dedicate e un cronoprogramma vincolante. «Un piano – spiega Turco - che apra nuovi settori produttivi, energie rinnovabili, cantieristica, economia del mare, innovazione, ricerca, turismo sostenibile e cultura, e che restituisca lavoro stabile, dignità e futuro a una comunità che ha già pagato troppo. Taranto non può più vivere di assistenzialismo e promesse e il prossimo governo regionale dovrà invertire la rotta, rompere con anni di immobilismo e guidare la rinascita del territorio. Servono – conclude il parlamentare tarantino pentastellato - investimenti, visione e grande coraggio politico: Taranto deve tornare ad essere una priorità nazionale e regionale, non una periferia dimenticata. Il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi in parlamento e sul territorio perché Taranto torni al centro delle politiche pubbliche e diventi un modello di sviluppo sostenibile e giusto per tutto il Mezzogiorno».